Un giorno di turismo sostenibile: avventura con Exxi Challenge in Messico

Un giorno di turismo sostenibile: avventura con Exxi Challenge in Messico

Exxi Challenge Mx

Guanajuato: Paso de Vaqueros

Turismo d’avventura: ti presento Exxi Challenge Mexico

Erano mesi che aspettavo questo momento e finalmente dopo tanti piccoli dettagli tecnici, eccoci sul furgoncino di Exxi Challenge Mexico uscendo dallo stato di Querétaro ed entrando in quello di Guanajuato. La meta è Paso de Vaqueros, dove vi si trova un canyon spettacolare tra colate laviche e torrentelli tranquilli che tuttavia, in alcuni punti, generano pozze che possono arrivare ad una profondità di 9 metri. Se vuoi passare un giorno intero a contatto con la natura, quella vera, in un posto dove di turistico c’è poco perché veramente non viene frequentato, allora sei nelle mani giuste. Exxi Challenge Mx ti può offrire la miglior esperienza di turismo d’avventura nella zona centrale del Messico, portandoti a scoprire in bicicletta, trekking o in cordata, gli angoli più nascosti e spettacolari delle foreste e dei canyon presenti sul territorio. Ma la cosa molto bella è che hanno veramente un occhio di riguardo per l’ambiente, consigliando addirittura prima del viaggio di non usare repellenti o protettori solari se non quelli ecologici, che non lasciano cioè residui a lungo termine. Molto interessante tutto ciò visto che sono sempre alla ricerca di aziende che veramente cercano di non lasciare traccia del loro passaggio nella natura…Ma andiamo al dunque. Un giorno di turismo sostenibile: avventura con Exxi Challenge Messico.

Exxi Challenge Mx

Exxi Challenge Mx: Niente ci fermerà…

Exxi Challenge Mx: ecco un po’ della loro storia

Dopo due anni di preparativi per sviluppare tours accattivanti e nello stesso tempo adatti ad un pubblico privo di preparazione tecnica, nel 2010 Exxi Challenge Mx lancia sul mercato la sua esperienza: percorsi d’avventura all’aria aperta immersi in un ambiente incontaminato. Il cliente, o meglio, la persona a cui piace l’avventura si sentirà come uno dei primi esploratori non essendoci vere e proprie tracce di attività umana nell’intorno del percorso.

La mission di Exxi Mexico è quella di sviluppare esperienze innovative e personalizzate con un alto standard di sicurezza e qualità, anche al di sopra della media. L’esperienza del viaggiatore, che si immergerà nella natura, sarà ben oltre le aspettative. Ma il punto di forza dell’azienda, solo al secondo posto dopo la sicurezza, è quello di dare il meritato valore all’ambiente, promuovere la sostenibilità, la tutela della natura e lo sviluppo economico delle regioni visitate.

E che dire dello staff? Il personale di Exxi Mexico è addestrato e preparato per creare una esperienza straordinaria in condizioni di qualità e sicurezza che permettono al cliente di godersi appieno la sua vacanza con un sacco di divertimento e adrenalina. Tutti i membri del team frequentano costantemente corsi di primo soccorso e salvataggio e questo vi darà la piena sicurezza che la tua gita outdoor sarà indimenticabile. In altre parole, con Exxi Mexico sarai al sicuro e potrai raccontare un’esperienza diversa dal solito.

L’impegno di Exxi Mexico è quello di rispettare il pianeta e regalarti un attività d’avventura a basso impatto ambientale nel pieno rispetto delle regole dell’ecoturismo e della tutela ambientale. Exxi Mexico si prende cura della fauna selvatica e della flora locale per lasciare l’ambiente inalterato come eredità alle generazioni future. E poi a me personalmente hanno raccontato che i tour sono programmati in modo da lasciare ampi spazi di tempi nell’anno senza frequentare gli stessi luoghi in modo che l’ambiente si recuperi secondo i suoi cicli naturali.

Exxi Mexico cerca anche di contribuire alla sostenibilità delle attività locali, assumendo guide locali per alcuni tours e se necessari dormendo e mangiano in loco.  Insomma davvero un’azienda seria. Se vuoi vedere le loro certificazioni, eccoti il link.

Exxi Challenge Mx

Exxi Challenge Mx: prima di tutto la sicurezza, poi tanto divertimento.

Ma passiamo al tour di Paso de Vaqueros

Avventura in Guanajuato: Paso de Vaqueros

Partenza alle 7.30 da Corregidora, un comune adiacente a quello di Querétaro, un controllo all’attrezzatura, i primi saluti e via per l’avventura. Puntualità assoluta e hanno già guadagnato la mia stima. Durante il viaggio, tra racconti di precedenti avventure e un po’ di parole per affiatare il gruppetto di 4 (5 col fotografo -io- ma bello il gruppo piccolo), le due guide, Carlos e Santiago, ci cominciano a spiegare alcune cosucce sulla sicurezza, quello che dovremo fare appena arrivati a destinazione e ci rassicurano sul fatto che non è mai successo niente di particolare che abbia mai messo in pericolo l’incolumità di qualcuno. Buono a sapersi visto che io penso solo all’incolumità della mia reflex, una Canon 6D, che non è neanche tropicalizzata e io la lancerò con me nell’acqua…Mi auto-rassicuro che andrà tutto bene.

In men che non si dica, addentrandoci nella comunità di Paso de Vaqueros, Carlos, una delle guide, comincia a raccontarci un po’ di storia del posto; poi si ferma e saluta un amico per strada (supersterrato-massaggi inclusi nel prezzo)…E via.

Scarichiamo tutto dal furgoncino; neoprene, imbraco, corde, moschettoni, caschetti e…Macchina fotografica adattata per l’occasione. Speriamo bene.

Ecco la grande avventura. Ci dicono che saranno solo tre ore ma siamo tutti super entusiasti e un po’ adrenalinici. In pochissimi minuti di camminata arriviamo alla prima sfida e da qui si capisce che la giornata sarà molto emozionante. Da qui in poi non ti racconterò la storia con le mie parole; preferisco lasciare il racconto ai miei scatti…Si sa che una fotografia parla più di mille parole e allora…Buona visione.

Exxi Challenge Mx

Pronti, partenza…

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Exxi Challenge Mx: percorso di Paso de Vaqueros

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Le prime sfide…

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Ma l’importante è l’allegria!

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Exxi Challenge Mx: Terapia di gruppo?

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Exxi Challenge Mx: scoprire posti incantevoli come il Canyon Paso de Vaqueros

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Exxi Challenge Mx: Santiago, la guida

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Exxi Challenge Mx: le guide Carlos e Santiago. E anche questa è fatta…

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Exxi Challenge Mx: il ritorno

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Exxi Challenge Mx: Santiago il prossimo numero 1

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Queste pizzicano alla grande…Souvenir della natura incontaminata.

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Paesaggi mozzafiato dove praticare Canyonig in tutta libertà

Insomma, spero proprio che solo vedendo queste immagini ti venga veramente voglia di regalarti una giornata in pieno contatto con la natura e un pizzico di adrenalina. Se pensi di rimanere in visita qualche giorno potresti cercare alloggio con Airb&b. Se ti iscrivi alla mia newsletters riceverai sempre omaggi e sconti anche per dormire e viaggiare in Messico. Oppure se cerchi voli e hotel troverai sicuramente i migliori prezzi su MOMONDO. Poi spero che ti sei anche programmato per una giornata a Querétaro, cittadina dal passato incantevole e dal centro storico assolutamente da visitare. Se poi non sai con chi viaggiare perché i tuoi amici ti stanno lasciando a piedi proprio mentre programmi il viaggio che cambierà la tua vita allora niente paura. Su Nomadizers.com troverai le persone giuste e guide locali per tutte le città del mondo.

Ringrazio infinitamente EXXI CHALLENGE MEXICO per avermi dato la possibilità di trascorrere una meravigliosa giornata in un mondo spettacolare: quello del Canyon de Paso de Vaqueros.

Avvoltoio…Sarà per la prossima……

Un giorno a Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro

In una bella e tranquilla città come Querétaro non sarà facile conoscere l’essenza del luogo in solo un giorno ma almeno ti posso consigliare cosa vedere per farti un idea della storia secolare che vi è rinchiusa in ogni mattone e ad ogni angolo. L’unica incertezza è: da dove iniziare?

Parco Alameda

Parque Alameda Hidalgo – Querétaro

Visto il mio grande amore per la natura, gli alberi e i parchi cittadini ti invito a farti proprio un bel giretto alla mattina. Lungo tutto il recinto spesso vengono esposte diverse fotografie e opere che fanno riferimento alla vita, alla cultura e all’antropologia di questo Stato centrale del Messico. Il primo albero del Parco Alameda fu piantato dal Corregidor Ignacio Ruiz Colado, nel 1793. Puoi leggere maggiori informazioni sul polmone verde di Querétaro cliccando qui.

Ma l’antica città dell’argento ti aspetta con le sue stradine colorate e andadores popolati.

Ho cercato di organizzarti un percorso semplice in modo da usare al meglio il tempo così che il tuo giorno a Santiago di Queréetaro sia piacevole e ricco di storia e cultura.

Los Arcos

Los Arcos – Santiago de Querétaro

Potrai fotografare il simbolo di Querétaro in due momenti della giornata scegliendo un controluce o un sole alle spalle, ma in entrambi i casi potrai dirigerti vero il Mirador de los AlrcosPer raggiungerlo, prendi il bus 38 o 5 dal lato dell’Alameda che dà su calle Ignacio Zargoza e fatti scarrozzare per un chilometro scarso fino a quello che io chiamo “il Pentolone” ma in realtà si chiama El Tanque de Querétaro. Se invece ti piace camminare segui calle Zaragoza per circa 7 minuti e arriverai proprio diritto diritto del tipo ‘non ti puoi sbagliare’. Potrai cominciare a usare qua la tua macchina fotografica, il posto è tranquillo anche di pomeriggio ma usa sempre l’accortezza di non essere molto turista, tipo camicetta hawaiana e cartina della città in mano (o maglietta “ITALIA ’82”…).

El Tanque de Querétaro è praticamente una fontana immensa, credo di non sbagliarmi a dire che è la più bella rotonda della città. Continuate per pochi metri ed ecco che davanti a te ti si presenta, come ti ho già detto, il monumento simbolo di Santiago di Querétaro, los Arcos.

Mentre lo ammiri puoi continuare a camminare nella stessa direzione fino a calle Ejercito Republicano. Imbocca questa strada in direzione ovest e in pochissimi minuti ti troverai in uno dei belvedere migliori della città vecchia, il Mirador de los Arcos, con tutta la vista sui  1280 metri del monumento (se ci riesci dovresti contare 74 archi).

Sperando tu abbia calcolato bene i tempi per godere di un’ottima luce…Ti lascio scattare un po’.

Cominciamo a scendere verso il centro. Se, come spero, sei mattiniero e ti piace veder svegliarsi la città, allora la zona di Plaza de los Fundadores e il Templo de la Cruz.

 

 Plaza Fundadores e Templo de la Cruz

Plaza de la Cruz – Quéretaro

Sono due piazze attigue, quasi a formarne una sola. A me personalmente piace venire a fotografare la gente che riesco a far mettere in posa alla sera, quando lo sfondo si tinge degli accesi colori del tramonto. Comunque anche alla mattina, prima delle 9, riuscirete a fotografare la piazza con pochissime persone. Magari usando un filtro ND e tempi lunghi vi potrebbe uscire proprio una bella foto. Nel pomeriggio o in tarda mattinata apriranno tutte le bancarelle e i piccoli ma accoglienti locali giovanili che sulla calle Manuel Gutérrez Nájera si affacciano su Plaza Fundadores. Uno di questi locali espone le foto della barista appassionata di Asia e fotografia mentre in un altro, Kaluna Cafè potrete degustare cibi biologici (organicos).

Plaza de Armas

Ora non ti resta che scegliere quale delle 3 strade che scendono verso il centro usare, se Reforma, Independencia o Carranza, che poi diventa 5 de Mayo. Reforma è la più tranquilla; io ci fotografo spesso finestre dai colori vivi e vicoletti variopinti. Se ti va un po’ di tranquillità, allora segui questo percorso: scendi da Plaza Fundadores da Calle Reforma, continua circa duecento metri fino a deviare sulla destra in calle Progreso. Vai fino in fondo e poi gira a destra su calle Rio de la Loza, supera una strada un po’ più grande -Independencia- e poi a sinistra su Avenida Libertad Oriente… Se non ti sei perso, ora ti trovi nella Plaza de Armas con il suo palazzo del Governo, il parco, monumenti e portici, che ad una buona foto non guastano mai. Dedica un paio d’ore a girarti in lungo ed in largo questa zona compresa tra Pasteur, A. Peralta, Corregidora e Independencia, camminando su 16 de Septiembre e 5 de Mayo. Qua sicuramente troverai un po’ di spunti soprattutto se ti piace l’architettura e lo street photography.

Una pausa al centro di Querétaro

Credo che sia arrivato per te il momento di uno spuntino o di un caffè. Guardati intorno, nei vicoletti troverai un po’ di tutto. Ma se proprio vuoi un caffè napoletanoPulcinella fa il caso tuo; andador Matamoros, a nord di Jardin Guerrero ti farà fare un salto a Trastevere (Roma) – almeno a me sembra un sacco di essere proprio a Roma-  Da Alessandro potrai degustare un ottimo caffè espresso – senza dirgli very very very small – o cucina italiana. Se invece vuoi cimentarti nei piatti tipici Queretani allora ti mando a mangiare da un’altra parte (da Pulcinella ci passi dopo solo a prendere il caffè e a farti una chiacchierata)

Ti do tre opzioni per il pranzo sempre nel rispetto di un turismo sostenibile (non grandi imprese in franchising ma piccoli ristorantini familiari e alimenti sani del posto).

Uno è Brewer, che prima si chiamava Erlum, sito in calle Arteaga 55, tra Allende e Guerrero. Qua potrai soddisfare la tua necessità di cibo buono e sano anche perché comprano dai contadini locali e preparano tutto in casa. Dicono che facciano una birra eccezionale, artigianale, al primo posto tra le birre dello stato. Spero di provarla al più presto.

Le altre due opzioni sono:

  • Las Monjas Clarisas, in calle Ezequiel Montes #22 dove potrai provare piatti tipici messicani in un ambiente veramente storico. Qui nei giorni di sabato e domenica potrai servirti al buffet dalle 8 am all’una del pomeriggio.
  • La Mariposa, ristorantino economico ma storico della Querétaro vecchia. Gelato mantecado da provare.

Che ti aspetta ora? Prima che la digestione ti accoppi per bene meglio mettersi in cammino.

Chiese e musei

Sempre in calle Arteaga, in direzione di Calle Ezequiel Montes, troverai plaza Mariano de Las casas, una delle mie favorite; la fontana nel mezzo della piazza, gli archi sui tre lati e qualche accenno ad uno stile orientale della chiesa di Santa Rosa di Viterbo che sta di fronte, rende questa piazza un bellissimo angolo di città. All’interno un vero tesoro, da oro e argento a avorio e ebano. Le ore qui sono scandite da un orologio, sembra il più antico a quadranti del Nuovo Mondo.

Plaza Mariano de las Casas – Santiago de Querétaro

Da visitare assolutamente l’edificio adiacente al tempio, sede della Segreteria della Cultura dello Stato di Querétaro con il suo parco interno e le sale espositive (se vi va bene troverai anche qualche mostra fotografica, di pittura o scultura).

Se ti interessano architettura e chiese allora potrai dirigerti verso calle Ocampo e all’angolo con Madero potrai scattarti qualche selfie sulla scalinata della cattedrale per poi proseguire. Nelle vicinanze, in calle Guerrero, tra Hidaldo e 16 de Septiembre potrai entrare gratis al Museo de la Ciudad e al Museo de la Restauración. Anche qui quasi sicuramente ci sarà qualche esposizione fotografica o di arte. Uscendo dal museo avrai imparato sicuramente qualcosa in più della storia di Querétaro soprattutto in epoca di rivoluzione.

Scendendo ora calle Guerrero, imbocca verso est calle Madero. Attraverserai Jardin Guerrero e costeggerai el Templo de Santa Clara, dagli interni barocchi. La chiesa fu cominciata nel 1759 ad opera di Eduardo Trasguerras, uno scultore locale, lo stesso che scolpì la Fuente – fontana – de Neptuno, che troverai a pochi metri sempre su Madero, all’angolo con Allende. Selfie? Sempre lì vicino, sulla stessa via non potete non ficcare il naso dentro al portone della Casa della Marquesa (Madero #41). Se con gentilezza chiedi al personale di guardia se puoi vedere l’interno non fanno abiezioni e rimarrai a bocca aperta. Chiedi che ti raccontino la storia…

Continuando per Madero ‘sfocerai’ in un altro parco, jardin Zenea sovrastato dal templo di San Francisco, il vero centro di Querétaro nel 1600. Al centro del giardino ti aspetta -da mo’- la fontana della dea Hebe fatta e fusa in Germania, un pezzo d’Europa da fotografare a parer mio con una lunga esposizione e magari al crepuscolo. E se non sei di quelli che non vive se non scatta goditi una pausa, cerca una panchina all’ombra e filosofeggia sulla vita delle persone che passano…Anche quello serve a rilassare.

Fontana Hebe, Jardin Zenea – Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro – Extra 

Ti voglio menzionare dei localini e dei posti di una decina di minuti fuori dal percorso che ti ho proposto ma puoi aggiungere queste mete tra un suggerimento e l’altro come fossero delle deviazioni a piacere.

-Per un caffè freddo shekerato: Lemon Tree calle José María Morelos y Pavón #74 Colonia Centro (caffetteria familiare che promuove i prodotti locali)

-Teatro della Repubblica, Juarez #22 angolo con Ángela Peralta: normalmente il cancello è chiuso ma se ti avvicini ci sarà sicuramente un guardiano a riceverti e ti permetterà di visitare il Teatro dove nel lontano 1917, esattamente il 5 febbraio, fu promulgata la Costituzione della Repubblica degli Stati Uniti Messicani, firmata pochi giorni prima, il 31 gennaio.

Per un giorno a Santiago de Querétaro mi sembra che di cose ne hai viste abbastanza.

Un po di riposo? Puoi cliccare qui per trovare i migliori hotel della città o se se appassionato di b&b come lo sono io allora ti propongo dei b&b qua vicino…Prenota con 

 

Viaggiare in Messico: la guida completa

Viaggiare in Messico: la guida completa

Viaggiare in Messico: la guida completa – in continuo aggiornamento…

Se la tua prossima meta è il Paese più a sud del nord america ma una volta arrivato all’aeroporto no sapresti cosa fare allora stai leggendo proprio l’articolo giusto. Viaggiare in Messico è abbastanza semplice ma ovviamente avere dei consigli prima del viaggio sicuramente facilita le cose ed evita spiacevoli sorprese.

Il sistema dei trasporti pubblici in Messico.

A Città del Messico potete contare con un buon servizio di METRO (scarica la mappa della METRO di CITTA’ DEL MESSICO) e treno leggero di superficie (TREN LIGERO). Anche a Guadalajara potrete affidarvi per i vostri spostamenti a 2 linee della metro (clicca qui per scaricare la mappa della METRO DI GUADALAJARA). Puebla non conta con questo servizio ma comunque potete viaggiare su una nuova linea di treno, nato per un’esigenza turistica, che dal centro della città vi porterà nella zona archeologica di Cholula (scarica la mappa del TRENO PUEBLA-CHOLULA). A Monterrey, nel nord del Paese, la metro punta alla sostenibilità ambientale e puoi scaricare qui la mappa. Un altro treno, sempre turistico, e su cui vale la pena di viaggiare e il treno Chepe che collega Chihuahua con Los Mochis, nel Pcifico (scarica la MAPPA DEL TRENO CHEPE). Vi parlerò meglio di queste attrazioni (a parte la metro di città del Messico che non è proprio un attrazione anche se abbastanza sicura) in futuri post.

A parte queste quattro eccezioni, normalmente per viaggiare in Messico e spostarsi da una destinazione ad un altra si usano differenti tipi di trasporto pubblico: gli autobus (camión), i peseros (in Città del Messico), taxi, radio taxi, uber, cabify e voli interni, battelli e navi, oppure puoi affittare un’auto, una moto o una bicicletta. Pronto a viaggiare?

Autobus in Messico

L’autobus in Messico è il mezzo indiscutibilmente più usato da milioni di persone, sia turisti che residenti.

Nelle città potrai affidarti quasi completamente ai “camión” anche se dovrai conoscere almeno un po’ le varie tratte. Appena fuori dell’hotel cerca di memorizzare almeno un paio di linee che ti vedrai passare davanti. Ti sarà sempre utile ricordarle quando, esausto di girare per la città vorrai tornare in alloggio e, guarda caso, ti passa proprio l’autobus giusto davanti al naso. Comunque, potrai sempre chiedere informazioni alle persone che troverai per strada o nei negozi vicino agli angoli delle strade. Mi raccomando, sii sempre gentile e ringrazia per la loro amabilità nel darti spiegazioni; lo apprezzeranno tantissimo. Difficilmente troverai cartelli che ti indicano le fermate: normalmente queste sono ubicate vicino agli svincoli o alle intersezioni di due strade ma con pochi pesitos arriverai a destinazione. Ovviamente cerca di evitare gli orari di punta, quelli che vanno dalle 7 alle 8,30, dalle 12 alle 14 e dalle 17,30 alle 19 perché sono i momenti della giornata dove gli autobus sono stracolmi di passeggeri, con tutti i rischi che ne derivano. Sappi comunque che se in taxi prevedi un viaggio di 45 minuti, in autobus cittadino potrebbe volerci fino a 2 o tre ore, quindi… Vedi tu.

7 consigli per viaggiare in Messico con gli autobus in piena sicurezza.

Per le tratte lunghe, cioè quelle tra diverse città, potrai sempre utilizzare linee di autobus deluxe, di prima o seconda classe. Il primo consiglio che ti voglio dare è quello di (1) non viaggiare di notte. Normalmente gli autobus a lunga percorrenza fanno pochissime fermate o addirittura nessuna (almeno fino ai 300 km). Tuttavia, consiglio vivamente di non fidarsi a viaggiare di notte, sia per questione di maggior presenza di delinquenti, sia per la sicurezza stradale derivante da ubriachi per strada o colpi di sonno etc…Viaggiare di giorno ti permetterà di godere appieno del paesaggio e di andare incontro a molti meno pericoli. Cerca di (2) viaggiare leggero (se sei un MOCHILERO, cioè un viaggiatore zaino a spalla – zaino si traduce mochila, mi dirai che il consiglio è inutile ma per favore, non cambiare canale proprio adesso che viene il bello), e di (3) portare con te in cabina tutto ciò che puoi, sopratutto i documenti. Se devi lasciare una valigia nel bagagliaio inferiore chiedi gentilmente il tuo (4) “recibo”– ricevuta – che dovrebbe combaciare con il tuo posto a sedere a comunque avere un codice corrispondente con il tiket che gli incollano sul tuo bagaglio. Mi raccomando, il (5) passaporto devi tatuartelo addosso. (6) Normalmente l’aria condizionata è abbastanza stile Everest (circa 21/23 °C) e quindi in caso tu non sia di quelli che girano in canottiera sulla neve vestiti di conseguenza. Io personalmente consiglio sempre di avere a portata di mano una felpetta di pile a collo alto con la cerniera; leggera e poco ingombrante, mi risolve sempre un sacco di situazioni. Ultimo consiglio, quando compri il biglietto alla “Central Camionera” o “Central de autobuses” cerca sempre di (7) fare tutte le domande possibili ed immaginabili, tipo paranoico all’ultimo stadio, e non dare niente per scontato, come orario, luogo di arrivo, numero di pista da cui parte il “camion” (del numero di pista, assicuratene anche prima di salire sul bus) e come riconoscerete il bus – perché non è detto che se il biglietto l’avete comprato con Primera Plus, il bus dica “Primera Plus” – etc…

Quali compagnie di autobus scegliere? Ce ne sono diverse a seconda del livello economico e della destinazione. Ecco qui di seguito un elenco delle principali compagnie di autobus che effettua collegamenti sulla lunga distanza:

ETN TURISTAR

PRIMERA PLUS

ADO

Prendere un taxi in Messico

Fotografie di Querétaro - Mexico

Jardin Guerrero – Santiago de Querétaro – México

In tutte le città Messicane troverai taxi ovunque, anche sotto le coperte, di ogni colore e genere – addirittura a volte sono loro che ti chiedono se vuoi un passaggio -. Per esempio a Città del Messico sono rosa (quelli nuovi) a Quéretaro sono gialli, a Irapuato sono verdi…Però sono tutti taxi. I più folclorici sono i Vocho, Maggiolino Volkswagen trasformato in monovolume dalla portata di 1 a 12 persone (poco raccomandabili per turisti).

Pro e contro dei taxi in Messico

PRO: i vantaggi di usare il servizio di taxi nelle città messicane sono sicuramente molti in paragone ad usare una macchina affittata. Per esempio, normalmente (1) i tassisti conoscono molto bene la città e le scorciatoie, sopratutto per evitare il traffico delle ore di punta che può letteralmente congestionare le strade principali. (2) Non avrai lo stress di guidare in città dove la regola numero uno del codice stradale è “passo io perché sono arrivato prima e poi sono più grande”. (3) Se troverai un buon tassista avrai incluso nel prezzo un mini corso di spagnolo e una guida turistica tutta per te. E non indifferente, (4) non ti dovrai preoccupare del parcheggio che, credimi, l’impresa potrebbe risultare al pari di trovare un vero espresso italiano in tutto il Paese.

CONTRO: tuttavia prima di buttarti in mezzo alla strada per fermare il primo taxi disponibile, dovresti tenere presente anche gli aspetti negativi. Per esempio potrebbe essere necessario a volte (1) contrattare il prezzo prima di salire e se non sei molto ferrato in spagnolo magari potrebbe essere un problema. Potresti ovviare con un mini corso di spagnolo da viaggio…Fai poi sempre molta attenzione che i documenti di identificazione del tassista e del taxi siano regolari, cioè corrispondano alla targa, e alla foto del conducente. In rari casi (2) i taxi vengono assaltati sopratutto quando trasportano turisti o, se i taxi vengono rubati, non sai mai cosa potrebbe succedere quindi…Mille occhi e molta attenzione. Ti suggerisco sempre che sia possibile di far chiamare il taxi dallo stesso servizio del’albergo, o del ristorante. Ridurrai il rischio di sorprese indesiderate.

Taxi per tutti i gusti (e tasche)

Prima di tutto ti elenco le varie possibilità che ti offre il mercato dell’asfalto cittadino. I più conosciuti sono i taxi liberi, quelli che chiami nel più classico dei modi, come nei film (ma occhio a non stare troppo sul ciglio dei marciapiedi). Poi ci sono i taxi di postazione fissa; li trovi sicuramente vicino alle stazioni del metro, parchi, centri commerciali, aeroporti… C’e poi il radiotaxi contattabile per telefono, per internet o in basi fisse sparse nei luoghi più centrici della città. E per ultimo, i più recenti servizi acquistabili attraverso un’app come Uber e Cabify dove si paga anticipatamente attraverso una carta di credito associata all’account dell’applicazione. Se già hai un applicazione scaricata, per esempio quella di Uber come me, potrai usare la stessa anche in Messico.

Maggiolino Volkswagen, per i messicani, Vocho, Messico 2010 (vecchia foto da pellicola tirata fuori dai miei archivi per l’occasione).

 

Ci sono comunque valide alternative ai classici taxi classici, che personalmente, preferisco lasciarne l’utilizzo ai residenti. Per esempio il servizio di

Radiotaxi

Puoi richiederlo con anticipo telefonando ai numeri indicati a secondo delle postazioni in città. Il prezzo è un po’ più elevato del solito ma il vantaggio della sicurezza e del servizio puntuale, a volte, non ha prezzo. Se hai bisogno di un trasporto sicuro dall’aeroporto di città del Messico verso qualsiasi destinazione della città, magari fino all’hotel o al tua appartamento prenotato con Airbnb ( o anche fuori città, clicca qui). Questa è sicuramente la migliore opzione appena arrivati in città con valige e zaini vari.

Cabify e Uber

Si possono richiedere i servizi di queste due compagnie scaricando l’app. Credo che Uber sia notevolmente più conveniente per turisti e sicuramente entrambi le compagnie sono sicure e potrete, prima di intraprendere il tuo lungo viaggio sapere quante stelline si è guadagnato il tuo autista e leggere tutte le recensioni i altri clienti.

Taxi libero

Lo trovi ad ogni angolo. A volte se sei fermo sul ciglio della strada o aspetti un pullman da qualche parte, ne passa uno, dà due colpetti di clacson per attirare la tua attenzione e aspetta una tua alzata di mano…Magari ti convince visto che è da mezzora che non passa il tuo pullman. Aspetta il pullman. Meglio. I prezzi sono tra i più bassi. io lo uso solo se internet è in panico o per tragitti molto brevi di cui conosco come arrivarci in modo che non allunghi il percorso pensando di aver caricato l’ultimo pesce arrivato in città. Se scegliete questo mezzo di trasporto e dimenticate il nuovo iPhone…Non cercate di reclamare. Prendetevi il vostro tempo di lutto e…Dimenticate. Il tempo vi aiuterà.

Noleggio auto

In Messico sono presenti le principali compagnie di noleggio auto che puoi trovare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, visto che sono alla ricerca di compagnie di noleggio indirizzate al basso impatto ambientale e che quindi appoggino l’idea del turismo sostenibile, ti chiedo qualche giorno di pazienza per darvi un elenco definitivo.

Intanto comunque ti voglio parlare dei requisiti necessari, dei pericoli e dei vantaggi di noleggiare un’auto in Messico.

Innanzitutto per guidare in Messico è necessaria la patente rilasciata in Italia ma se intendete affittare una macchina allora si, è necessario che tu richieda prima di partire la patente internazionale. Al momento del noleggio dovrai mostrare l’originale del passaporto, (la patente non ti verrà riconosciuta come documento di riconoscimento) e la carta di credito. Normalmente, in caso di noleggio le carte prepagate non vengono accettate perché non riportano il nome della persona ( che comunque dovrà essere lo stesso del documento utilizzato).

Cosa assolutamente necessaria su cui non puoi andare al risparmio è la polizza assicurativa. Senza assicurazione, in caso di incidente, sei spacciato/a e se le autorità pensano che tu abbia anche solo una minima responsabilità sull’accaduto, rischi la prigione, il sequestro dell’auto… Credimi ti metti in pasticci che non immagini neanche. Quindi (1) assicurazione stipulata in Messico e (2) con copertura totale o rischi di rimanere in Messico un po’ più del previsto e non a Playa del Carmen; uomo avvertito mezzo salvato.

Una volta al volante della tua utilitaria (le utilitarie destano meno l’attenzione che le auto di grossa cilindrata), ricordati che in Messico non è obbligatoria la scuola guida quindi non pensare che ti hanno visto al centro dell’incrocio e di conseguenza rallentino. Che ti abbiano visto magari si, ma si aspettano da parte tua che liberi l’incrocio al più presto possibile. Il codice stradale è praticamente sconosciuto dalla maggior parte dei guidatori i quali, non tutti hanno l’assicurazione e qualcuno neanche la patente…Pensa sempre che la regola più comune è che la via libera ce l’ha chi è più grosso o chi è arrivato prima.

In città chiudi sempre la sicurezza delle porte e cerca di alzare il finestrino una volta fermato al rosso del semaforo. A parte questi consigli è inutile dirti di rispettare i limiti di velocità e, in caso ti dovesse fermare la polizia, cerca di dargli ragione e non fare molte discussioni.

Mi augurò che il tuo viaggio comprenda destinazioni ecoturistiche come la Sierra Gorda di Querétaro. in questo caso ti conviene noleggiare un pick up o una jeep che ti permetteranno di arrivare a destinazione anche in caso di trovare strade sterrate, cosa molto probabile nelle zone fuori città.

Continua…

Prossimi aggiornamenti…Messico in moto e Messico in bicicletta.

Turismo sostenibile in Messico

Turismo sostenibile in Messico

Turismo sostenibile in Messico

Carissimo amico lettore, ti propongo un articolo che ti può aiutare a fare le giuste scelte prima di organizzare un viaggio in Messico, uno di quei viaggi che dovresti fare almeno una volta nella vita, ricercando il contatto con le culture e le persone locali, pensando cioè al turismo sostenibile. Ma se stai programmando un viaggio secondo i principi del turismo sostenibile in un altro paese del mondo, le informazioni che vi troverai, sono sicuro, ti torneranno utili lo stesso. Buona lettura.

da Angela, redattrice di  Travindy

Obiettivo: Cambiare preconcetti su destinazioni stigmatizzate.

Ormai già da alcuni mesi mi trovo in Messico, Paese che grazie alle fuorvianti comunicazioni dei media, ha acquisito agli occhi dei turisti stranieri un’immagine di insicurezza generalizzata. Non sarò certo io a cercare di cambiare questa immagine; tutte le notizie che ascolterai sul Messico o che leggerai sui quotidiani sono per la maggior parte vere. Il Paese sta attraversando un momento molto complicato a livello socio-politico e questo interferisce su tutti i piani della società in un sistema economico che evidentemente è già debole di suo. Tutto questo porta a conseguenze irrimediabili sul sistema turismo messicano che viene condannato così ad essere ricordato nel modo più classico, cioè nella stagnante idea di aziende straniere della fin troppo conosciuta Riviera Maya.

Turismo: biodiversità e sostenibilità

Tuttavia bisogna spezzare una lancia a favore del turismo in Messico: il Paese continua ad essere una buona meta turistica, sempre e quando si adottino le classiche misure di prevenzione e si evitino determinate zone. La Repubblica messicana è un autentico crogiolo in cui si mescolano le radici preispaniche delle 53 etnie indigene che popolano ancora ogni angolo del Paese e l’influenza delle culture europee dopo la colonizzazione. Inoltre il Messico è qualificato come un paese megadiverso, cioè  considerato tra i più ricchi di biodiversità del pianeta. Questo vuol dire che può vantare il 12% circa delle specie faunistiche del Pianeta e 34 ecosistemi inalterati. Tutto questo permette al Messico di offrire esperienze entusiasmanti per qualsiasi tipo di viaggio e, cosa non da poco per noi europei, anche economicamente accessibili.

Turismo in Messico

Ti chiederai perché ti racconto tutto questo? Perché malgrado tutto quanto descritto fino ad ora, il Messico continua ad essere visto come la terra dei Mariachis con il loro sombrero tipico e  per i cactus o per le zone cosiddette “sicure” solo per essere incluse in qualche catalogo di grandi e conosciuti tour operator. Ma certo! Perché correre rischi mettendo un solo piede fuori dal cancello del resort se hai tutto quello di cui puoi aver bisogno proprio dentro l’hotel? Magari la risposta potrebbe essere che dentro è tutto incluso…E poco importa se è tutto incluso meno l’essenza stessa del Messico…

Si tratta di una domanda che rimbomba nella mia mente diverse volte al giorno. Ma come si potrebbe cambiare la percezione generale secondo cui in Messico meglio non esplorare troppo, meglio non viaggiare da soli, meglio pianificare ogni minimo dettaglio? La mia risposta credo sia molto semplice: la voglia di cambiamento deve arrivare proprio dalle alte sfere, quelle che gestiscono l’immagine e la comunicazione generale del Messico.

É proprio qui che dobbiamo essere desti e utilizzare i principi di marketing del turismo sostenibile, non solo per raggiungere i potenziali clienti, ma anche per interagire con loro, con i fornitori e altre organizzazioni che hanno la nostra stessa filosofia.

Turismo sostenibile in Messico: volere è potere

Per raggiungere questo fine, dobbiamo raccontare le storie, le storie di tutti i giorni, storie in grado di emozionare i nostri lettori, storie che permettano loro di sognare ad occhi aperti e di scoprire nuovi e magnifici luoghi stando seduto sulla sua comoda sedia a migliaia di chilometri di distanza; storie che facciano rivivere quelle lontane leggende che a noi raccontano camminando nella foresta; storie che facciano sognare di osservare il cielo illuminato solo dalla via lattea, senza luna e senza nessun tipo di luce artificiale.

Querétaro, Messico

Obiettivo? Creare sinergie propositive

Sono convinta che solo in questo modo potremo cambiare l’immagine generale che si è creata intorno al Messico, e ad altre mete turistiche che stanno passando per lo stesso triste momento, mete conosciute solo dal dentro di un hotel, tutto sommato, simile a quello che troviamo nelle nostre grandi città. L’obiettivo deve quindi essere quello di creare nuove e significative relazioni tra tutti gli implicati, di creare esperienze di viaggio nel Paese. Abbiamo l’obbligo di fomentare sinergie tra le agenzie locali, tour operator e hotel, affinché riescano a coinvolgere il turista anima e corpo nel suo proprio viaggio, visto che, proprio dall’opinione che quest’ultimo si farà, dipenderà, nella più semplice forma di comunicazione e pubblicità, cioè il bocca a bocca, il futuro di tante altre storie di viaggio.

Per leggere l’articolo originale clicca qui.

Escursione in giornata: la piramide de ‘El Pueblito’, Messico.

Escursione in giornata: la piramide de ‘El Pueblito’, Messico.

Piramidi in Messico, eccone una poco conosciuta.

La piramide de ‘El Pueblito’, Santiago de Quéretaro.

Quante volte ti sarà capitato di non sapere cosa fare in un giorno di vacanza ma di aver sentito parlare delle piramidi in Messico. Ecco un’idea quando visiterai Querétaro e hai una mezza giornata libera: la Piramide di El Pueblito, situada nel municipio di Corregidora (Queretaro), sicuramente ti piacerà e ti permetterà di fare un salto all’indietro nel tempo di qualche secolo e conoscere meglio la cultura locale, quella otomí.

Dal Parco dell’Alameda, fatti indicare da dove partono i pulman per El Pueblito. Una volta salito sul bus e lasciati all’autista gli 8 pesos e mezzo, chiedi di scendere alla fermata più vicina per La Piramide. Una Volta arrivato alla fermata che ti hanno indicato, chiedi alla prima persona che vi passa vicino ( i messicani apprezzano la cortesia quindi non ti dimenticate mai il ‘por favor’ e ‘muchísimas gracias’), dove passa il Camión 4…Anche in questo caso una volta pagati i famosi 8 pesos e mezzo, spiegategli che volete scendere alla fermata della Piramide. In pochissimi minuti sarai a destinazione.

Piramidi in Messico, eccone una poco conosciuta – El Pueblito

Se non arrivi nel giorno di chiusura, cioè il lunedì, come ho fatto io, potrai anche entrare e visitare i resti archeologici di El Gran Cué, meglio conosciuta come La Piramide de El Cerrito. Evidenti segni di deterioro vi colpiranno immediatamente ma si sa…1600 anni si fanno sentire. Tuttavia è sempre emozionante pensare di calpestare la stessa polvere che fu calpestata da uomini e donne vissuti in epoche così distanti e completamente diverse.

Di origine tolteca, questo monumento merita sicuramente di essere visitato con una guida locale. E visto che ci tornerò a breve, prometto che la prossima volta vi scriverò maggiori dettagli. Per il momento vi dovete accontentare di immagini scattate a considerevole distanza.

Piramide di El Pueblito vista da fuori della recinzione (non fate lo stesso sbaglio di andare il lunedì

Caffè espresso: Paese che vai…Espresso che trovi

Caffè espresso: Paese che vai…Espresso che trovi

Dove trovare un buon caffè espresso a Querétaro

In molte città del Messico potrai trovare dei bar che offrono un ottimo caffè espresso all’italiana, di solito su richiesta. Ma se vuoi chiedere ai residenti dove bere un buon caffè in città ti consiglio di domandare per una cafeteria’, piuttosto che per un ‘bar’, che è tutto un altro genere di locale. Ovviamente dovrai sempre specificare che non desideri un caffè americano e sarà ancora meglio se, tazzina o bicchiere alla mano, gli indichi la quantità di caffè che vorresti bere. Mi raccomando, i modi gentili con cui lo fai ti farà guadagnare tanti punti e i Messicani saranno ben felici di vedere un bel sorriso illuminare il tuo bel faccino soddisfatto.

Per conoscere dove poter bere un buon caffè italiano a Querétaro, quindi, sei proprio nel posto giusto; leggi questo articolo sovente dove ti aggiornerò costantemente sulle mie scoperte giornaliere. Perché si sa che un caffè al giorno…

Anche se la mia esplorazione della città è ancora in corso comincerò ad elencarti dove trovare delle buone caffetterie per passare un po’ di tempo a leggere il giornale, o semplicemente per far scorrere l’orologio osservando la gente e i colori del Messico.

Pronti? Ecco allora un primo elenco di base.

Caffetterie a Santiago de Querétaro

Viaggio in Messico

Fontana di Nettuno – Calle Madero

  1. Café Mané, conta con due caffetterie in città in zone molto centriche e molto belle. Troverete il primo caffè passeggiando lungo Calle Francisco Madero; chiedete (o cercate) la “Fuente de Neptuno” e sarai arrivato. A me personalmente piace sedermi nei tavolini che danno proprio davanti alla fontana e scattare foto ai passanti e turisti che a loro volta i fanno i selfie con alle spalle il Tempio di S. Clara. Wi-Fi gratuito. L’altro bar (nel senso italiano del termine) lo trovi non poco distante, sempre in pieno centro storico, in piazza Mariano de las Casas, sotto i portici. Incluso nel prezzo la vista sulla chiesa di Santa Rosa di Viterbo
  2. The Italian Coffe Company, ce ne sono diverse sparse per la città. Ricordati di dirgli che sei italiano e di indicare il livello nella tazzina. Non ti far ingannare dal nome; il fatto si chiami “italian Coffe” non è garanzia di vero espresso italiano e poi ho notato che dipende anche molto da chi c’è di turno.
  3. “Lemon Tree”, localino molto piccolo ma dal cuore grande, stile Vintage. Proprio ubicato nei vicoli del centro storico della città, quasi come un rifugio dalla più rumorosa calle Ezequiel Montes.  A conduzione rigorosamente familiare, i tre ideatori e fondatori ti aspettano per offrirti uno schiumosissimo caffè shakerato all’italiana, con tanto di ghiaccio e un pizzico di zucchero di canna (mascabado). E’ il posto migliore se cercate un po’ di tranquillità, magari leggendo un libro sul soppalco del locale e osservando oziosamente dall’alto il viavai dei clienti. Wi-Fi, carica cellulare e buona musica accompagnano il tutto.

Caffè dal Messico, in grani

Ma sei sei un po’ più esigente, come me, magari vorresti trovare una buona miscela in grani proprio di caffè Messicano, proveniente da Veracruz e appena torrefatto. Eccoti servito:

Cházaro, ci potrai trovare caffè appena tostato di diverse varietà e te lo possono macinare a secondo delle tue preferenze. 30 anni d’esperienza e appena arrivi in zona…Fatti guidare dal fiuto.

Diciamo che per il momento, anche se la lista non è completa, non rischierai di rimanere a bocca asciutta; se cerchi una buona caffetteria per prendere da solo o in compagnia un buon caffè a Querétaro, beh, l’hai trovata. Solo pochi giorni e ne inserirò delle altre.

Buon caffè a tutti!

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Eccoci finalmente arrivati nel tanto agognato Messico.

Dopo mesi di preparativi di cui, per mancanza di tempo, non ne ho potuto parlare, sono sbarcato a Santiago de Querétaro veramente una bella cittadina.

Per dire il vero sono rimasto prima un paio di giorni a Città del Messico, una vera e propria magalopoli; ci sono già stato almeno quattro volte, quindi credo proprio sia il caso di cambiare zona.

La mia destinazione in questo viaggio è appunto Santiago de Querétaro, una bellissima città coloniale che negli ultimi anni sta conoscendo un’espansione veramente molto veloce. Tuttavia, indipendentemente da questo dato, che comunque condiziona le varie attività locali, il centro storico della città è stato promosso a Patrimonio Culturale dell’Umanità sin dal lontano 1996.

Inutile spiegare quanto i messicani siano affezionati a questa città visto il ruolo fondamentale giocato in relazione all’indipendenza del Paese. Le strade del centro pullulano di piccole attività locali, da chi vende sombreri alle classiche osterie dove con pochi euro si può trovare gastronomia tipica senza subire le conseguenze della famosissima vendetta di Montezuma.

In un futuro post ti spiegherò a che cosa si riferisce. Intanto visto la mia breve permanenza per ora, ti mostro solo un’immagine di una delle caratteristiche via delle città, la avenida Pino Suarez de poniente.

A presto dal Messico…Andaleee!!!

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Una delle più belle emozioni che si possono provare nella vita è aprire gli occhi e svegliarsi sotto una coperta di stelle, fatta di via lattea ed intrecciata con stelle cadenti. Da tanto tempo non lo facevo ma quest’anno ho deciso di ripetere l’avventura con la mia Canon 6D per cercare di fotografare la nostra galassia e le Perseidi.

Tutto pronto quindi: sacco a pelo, zaino con macchina fotografica, piumino per la notte (5°C alle 4 del mattino in piena estate…) e amici che ho coinvolto nell’avventura di inzupparsi di rugiada e dormire sull’erba.

Prima di tutto bisogna scegliere un posto con bassissimo inquinamento luminoso e per questo sono andato a Bielmonte (BI) nell’Oasi Zegna, dove scavallando il punto più alto della montagna ci si può lasciare alle spalle le luci della città di Biella ed entrare nel buio della Valle Strona. Comincio subito a piazzare l’attrezzatura: cavalletto, macchina fotografica, cavetto di scatto remoto (che mi ha dato un sacco di problemi ma senza di esso non avrei potuto scattare belle immagini)…E ovviamente cerco di trovare la posizione per sdraiarmi quasi comodo avendo il mirino della macchina fotografica praticamente sopra di me.

Mentre aspetto che tramonti la luna, verso mezzanotte, cerco di scattare qualche immagine notturna prima che la nebbia che sta salendo dalla vallata mi sommerga completamente. E’ proprio una corsa allo scatto più nitido mentre comincio a temere che se le nuvole aumenteranno sarà stato tutto inutile e forse non potrò fotografare le stelle cadenti.

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Tramonto della luna dietro al Monte Mucrone

Infatti, nel giro di poco la nebbia mi avvolge completamente e la situazione comincia a diventare piuttosto umida. Sulla fotocamera cominciano a formarsi piccole e micidiali gocce e non essendo la Canon 6D tropicalizzata, alla nebbia si aggiunge anche il sudore freddo.

Diciamo che questo mi insegna una cosa: quando si parla di fotografia notturna, bisogna pensare anche all’umidità che si alza di notte. ci sono vari metodi per mantenere la fotocamera in buone condizioni durante la fotografia notturna in zone umide. Si possono usare dei manicotti riscaldanti posizionati sul obbiettivo come quelli che si può trovare qui. L’unico inconveniente di questo sistema è che bisogna rimanere a pochi metri dalla propria auto perché il dispositivo è alimentato con il cavo dell’accendisigari.

Un’opzione valida quindi, che userò la prossima volta, è il posizionamento di piccoli cuscinetti riscaldanti, proprio quelli che si usano per scaldare mani e piedi in inverno, come questi. Così con pochi euro risolvo il problema.

Dunque, ad un certo punto la nebbia ci isola completamente da tutto ciò che è sotto di noi, ed essendo proprio in vetta alla montagna, mi sento di essere sopra il cielo. Ma lo spettacolo più bello a questo punto è che il cielo si è completamente schiarito e sopra di me accende in tutto il suo splendore la Via Lattea mentre le stelle cadenti cominciano la loro danza.

La temperatura comincia a scendere fino ai +7°C verso le 3 della mattina ma tutte le immagini che vi mostro ora ripagano tutti i sacrifici fatti.

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Via Lattea e stella cadente

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Via Lattea e stella cadente

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Via Lattea e stella cadente

Ma come tutte le cose belle della natura, bisogna seper cogliere l’attimo. Nel giro di poche ore. infatti, il cielo comincia a schiarirsi e anche io mi preparo a cambiare soggetto e a fotografare il Monte Rosa che presto si farà ammirare in tutta la sua bellezza proprio davanti a me. Sono le 5 del mattino e comincia lo spettacolo…

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Monte rosa all’alba. Ore 06:33 del 14 agosto 2016

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Monte Rosa all’alba visto da Bielmonte (BI)

Se volete essere parte della natura più incontaminata, passate una notte a Bielmonte, percorrendo la Panoramica Zegna. Troverete le indicazioni appena usciti dall’autostrada A4 (TO-MI), casello di Carisio…Buona avventura!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Che bella la Puglia!

Proprio così, solo due giorni ma ricchi di sostanza.

Per lavoro mi sono recato varie volte a Candela, in provincia di Foggia e ho così scoperto che la Puglia è una regione meravigliosa, come immaginavo. In verità sono stato in Puglia per la prima volta nel 2012, a Peschici, visitando poi anche Vieste ma sicuramente quest’ultimo viaggio nel Salento e d’intorni è stato memorabile.

Candela (FG)

Candela by night

Sicuramente ci vuole molto più tempo a disposizione per scoprire una regione così bella come la Puglia ma il mio obiettivo in questo articolo è solo quello di dare alcuni punti di riferimento per chi come te vuole raggiungere e visitare questa meravigliosa terra. E allora…Pronto?

Intanto immagina che un certo languorino ti raggiunga mentre viaggi comodamente sulla tua auto (accompagnati dal rumore del cuscinetto posteriore sinistro che comincia a patentare i primi segni di stanchezza da viaggio)…Fame! Spero per te che questa sensazione ti colga di sorpresa appena oltrepassata Foggia. Se viaggi sulla Bologna-Taranto (A14 per i più precisi) ti consiglio di concederti una deviazione e raggiungere Rocchetta S. Antonio, un piccolo borgo di poco meno di 2000 abitanti. Rocchetta S. Antonio dista una cinquantina di chilometri da Foggia e da Barletta passando da Candela. (uscita Candela sulla A16) Sulla bellezza del paesino e la sua storia magari ne parliamo un’altra volta vista la fame, quindi io direi…Cerca L’antica Osteria che si trova sulla via principale. Per ubicarti puoi usare il vecchio metodo che consisteva in abbassare il finestrino e chiedere al primo passante disponibile se conosce il posto, (lo spiego per i giovani nati sotto il segno del tom tom) oppure digitare direttamente Via Giuseppe Piccolo 7. Qua sarai coccolato da una cucina casereccia a base di verdure sott’olio fatte in casa, pasta fatta in casa, pane fatto in casa…Ragazzi, qui è tutto fatto in casa. Impressionante. Alessandro, inoltre, da buon maestro istruttore pizzaiolo, ti saprà far sognare con la sua pizza. Provare per credere. Ti assicuro che, semmai riuscirai ad alzarti dal tavolo, avrai sicuramente necessità di fare due passi all’aperto, ottima scusa per visitare Rocchetta e almeno scattarsi un selfie con alle spalle il Castello D’Aquino (terminato nel 1507).

Castello D'aquino, Rocchetta S. Antonio (FG)

Castello D’aquino, 1507 – Rocchetta S. Antonio (FG)

Dove pernottare a Rocchetta S. Antonio

A Rocchetta troverai diversi b&b. Io personalmente mi sono trovato molto bene al Giulimà. Ambiente molto moderno ed accogliente, completa disponibilità del personale (Patrizia che si occupa di tutto), camere pulite e dolcettini fatti in casa per la prima colazione…

A questo punto direi che dopo esservi rifocillati a dovere, il mare e le magnifiche spiagge del Salento vi aspettano.

Da dove cominciare? Beh c’è solo l’imbarazzo della scelta. In zona Lecce, esattamente pernottando a Cavallino (altro bellissimo centro da visitare) potresti passare alcune ore a Torre dell’Orso. Qua potrai trovare spiagge attrezzatissime con bar e chioschi oltre che poter scegliere tra spiaggia sabbiosa o scogliera. In entrambi i casi, l’acqua caldissima di luglio e agosto e il fondale pulitissimo e trasparente ti faranno innamorare subito di questo posticino.

Cavallino (LE)

Piazza Sigismondo Castromediano, Cavallino (LE)

Ho ancora un solo giorno a mia disposizione e la mia passione fotografica ci porta all’estrema punta sud della Regione: Punta Ristola.

Da Lecce, Punta Ristola si può raggiungere in tre modi: percorrendo una delle due litoranee. A ovest, puoi raggiungere Gallipoli sulla ss101 per poi prendere la litoranea e goderti tutta la costa intervallata da spiagge e scogliere. A questo punto vale la pena fare una sosta di un paio d’ore a Pescoluse, una frazione di Torre Vado. Arrivando appunto da Gallipoli, prima di entrare nella zona più trafficata di Pescoluse, troverete il Lido 77 sulla destra e a pochi metri più avanti, a sinistra un parcheggio custodito e ben organizzato che con solo 3 euro ti permette di parcheggiare la macchina per tutto il giorno. Ti chiederai perché proprio Pescoluse? La chiamano “le Maldive del Salento” e sinceramente io volevo capire se è realmente così. Il posto rispecchia esattamente questo appellativo: spiagge di sabbia chiara e acqua cristallina richiamano veramente i paesaggi esotici. Il bello del Lido 77 è che troverai una grande spiaggia libera ma con chioschetto a pochi metri (con tanto di docce) e la possibilità comunque di noleggiare per pochi euro ombrellone e sdraio.

Pescoluse (LE)

Pescoluse, Le Maldive del Salento – Torre Vado (LE)

Una seconda possibilità per raggiungere Punta Ristola da Lecce consiste nel raggiungere Torre Dell’orso e poi da lì percorrere tutta la litoranea, passando da Otranto (che mi dicono essere meravigliosa e dove si può mangiare ottimo pesce fresco…Sarà per il prossimo viaggio) Ovviamente queste due prime opzioni per raggiungere Santa Maria di Leuca e quindi Punta Ristola sono un po’ più lunghe, soprattutto se viaggi dopo le 9 della mattina e nei mesi di luglio e agosto.

Quindi per raggiungere l’estrema punta sud della Puglia potresti prendere in considerazione anche questa terza opzione: Da Lecce, ss16 fino a Maglie e poi ss275 fino a Santa Maria di Leuca. Raggiungerai la tua destinazione in una quarantina di minuti.

Ed eccoci qua, dopo aver viaggiato per il Salento in lungo ed in largo tra olivi secolari (purtroppo tristemente colpiti da Xilella) e coste meravigliose, approdiamo a Santa Maria di Leuca. Mancano un paio d’ore prima del tramonto quindi prima di cercare Punta Ristola per scattare foto del momento più bello della giornata raggiungo un’altra punta della Puglia, Punta Meliso che divide il mar Adriatico dal Mar Ionio ed è indicata su tutte le mappe nautiche.

A Punta Meliso scatto foto del faro della Marina che dal 1886, dai suoi 40 metri di altezza, emette i suoi segnali visibili anche fino a 40 chilometri. Purtroppo durante la mia breve visita, le Cascate monumentali che ricordano il punto terminale dell’acquedotto pugliese erano spente ma con un po’ di fortuna te le potrete trovare attive ed illuminate.

Faro di Punta Meliso (LE)

Il faro di Punta Meliso – Santa Maria di Leuca (LE)

Nel frattempo si sono fatte le 19 quindi prendo la mia macchine fotografica ed il mio treppiede e raggiungo Punta Ristola. L’intenzione è fotografare sia Punta Meliso illuminata dalla calda luce del tramonto e anche gli ultimi istanti di luce del sole che cala sul mare.

Mi preparo emozionalmente ad uno degli spettacoli più belli della natura: il tramonto sul mare. Di questa esperienza vi lascio le immagini scattate che valgono più di mille parole.

Tramonto da Punta Ristola

Tramonto da Punta Ristola – S. Maria di Leuca (LE)

Gastronomia

Nel mio viaggio nel Salento scopro un piatto tipico buonissimo ed economico che mi salva la vita almeno in due occasioni. Si tratta della Puccia.

La puccia è un piatto tipico della gastronomia leccese: consiste un panino fatto con pasta di pizza e riempito con tutto quello che di buono può offrire la tradizione gastronomica pugliese nel pieno rispetto del fatto in casa. Dai lampascioni alle verdure grigliate, dai funghi e melanzane sott’olio ai pomodorini e mozzarella, passando dai pomodori secchi e molto di più. La particolarità del piatto è che ognuno può comporsi il suo panino a secondo delle sue voglie e preferenze.

Dove mangiare un’ottima puccia.

A Lecce troverete diverse puccerie. La mia prima esperienza, che come il primo amore, non si scorda mai, l’ho fatta in un locale che si chiama “La Puccia” (Via G. Leopardi, 36 Lecce – e ancora non mi pagano per fargli pubblicità). Il Locale è grande e spazioso e molto movimentato da giovani e famiglie. I due banconi di preparazione ti attendono con un’infinità di squisitezze pronte a farcire il vostro panino.

Puccia

Puccia del locale tipico “La Puccia”, Lecce

Ritrovo la Puccia a Santa Maria di Leuca, questa volta al “Molo 29”, (Via Sandro Pertini, 5 Santa Maria di Leuca – Castrignano del Capo – anche loro non mi pagano per questa pubblicità ma la puccia è veramente buona). Anche qui puoi goderti un’ottima puccia preparata con pasta madre nel pieno rispetto della tradizione pugliese, cioè, come mi spiega il proprietario, scegliere la vostra composizione favorita.

Molo 29

Pucceria “Molo 29”, Santa Maria di Leuca

Qui, a Santa Maria di Leuca, finisce la prima parte del mio viaggio (la seconda parte prevede percorrere i 1219 chilometri che mi separano da casa…). Che dire: ho scoperto la Puglia un po’ tardi con il suo mare limpido e scogliere mozzafiato, per non parlare del cibo di questa terra ospitale, ma ne è valsa sicuramente l’avventura.

P.S. Dalla Puglia non è possibile tornare a mani vuote; olio, taralli, scaldatelli e dolcetti vari fanno parte del bottino di fine vacanze (tanto la prova costume l’avete già fatta). A Candela (FG) chiedete in paese del forno di Pasquale…Proverete degli scaldatelli integrali emozionanti…E molto altro ancora.

Nicaragua: due buoni motivi per farci le vacanze

Nicaragua: due buoni motivi per farci le vacanze

Nicaragua

…Essendo un Paese di cui si parla poco, almeno dopo la rivoluzione sandinista degli anni ’70 ho deciso di spiegarvi perché visitare questo paese meraviglioso e accogliente.

Innanzitutto il Nicaragua merita di essere visitato in lungo ed in largo e vi posso consigliare di non passare troppo tempo sdraiati al sole in qualche spiaggia dal sapor caraibico…Per rosolarvi c’è la nostra splendida Sardegna.

Quindi preparatevi uno zaino capiente, e…Bienvenidos en la tierra de lagos y vulcanos!!!

Cosa visitare

Come avrete capito, il Nicaragua è veramente un Paese ricco di cose belle da vedere. Ci sono tantissimi vulcani, la maggior parte ancora attivi e tanti piccoli e grandi laghi.

A proposito di laghi, sicuramente vale la pena dedicare almeno un paio di giorni al lago d’acqua dolce più grande del centro america, il lago Cocibolca o lago Nicaragua. Al centro di questo lago immenso e ben vissuto dalla popolazione locale, potrete ammirare i due vulcani che spiccano in qualsiasi fotografia del lago: Concepción e Madera. L’isola formatasi da antiche eruzioni, Ometepe, potrà ospitarvi almeno per una notte, in una delle semplicissime strutture turistiche.

Che ne dite poi di fare un giro tra le più di 360 piccole isolette del lago Nicaragua? Magari al ritorno non perdetevi questa magnifica occasione.

Ritornati sulla terraferma avrete veramente l’imbarazzo della scelta: città coloniali, lagune, spiagge caraibiche, surf, trekking, canyon, foreste e coltivazioni di caffè vi stanno aspettando.

Una visita alla laguna de Apoyo è d’obbligo sopratutto se siete amanti della tranquillità e della fotografia. Se la visitate al tramonto o alle prime ore della mattina (meglio per evitare poi i pericoli di viaggiare di sera) vedrete questo posto nel momento migliore.

Laguna de Apoyo, Nicaragua

Laguna de Apoyo

Se pensate di spaparazzarvi qualche giorno al sole, allora sicuramente meritate un soggiorno a San Juan del Sur o a Corn Island…Sabbia bianca e palme da cocco sono il paesaggio ideale per dimenticare i tempi e la vita frenetica delle nostre città. Se volete più informazioni potrete visitare il blog del mio amico Matteo, nicaraguayestravel.com. Lui con altri amici, vive li ormai da diversi anni.

Io ho vissuto 6 mesi in Nicaragua ma sopratutto nella zona centrale, esattamente nell’altopiano centrale. Qui potreste scappare per qualche giorno dal caldo tropicale delle zone costiere per un clima un po’ più ventilato e sicuramente meno umido.

Potreste dedicare una bella giornata al trekking a visitare la Foresta Nera nella provincia di Matagalpa ed immergervi nella natura più incontaminata. Potrete vedere con i vostri occhi le coltivazioni di caffè nelle fresche valli interne e sorseggiare una rica taza de cafè local.

Grandi Ficus strangolatori della Foresta Nera, Nicaragua

Ficus strangolatore, Foresta Negra, Matagalpa

Altissimi alberi secolari e folta vegetazione vi aspettano per una giornata veramente indimenticabile. Dedicherò più avanti un post solo per spiegarvi come arrivare alla Foresta Nera e cosa troverete nel vostro soggiorno.

Come arrivare in Nicaragua…

Sicuramente il mezzo più comodo per arrivare in Nicaragua è l’aereo. L’aeroporto internazionale di Managua, la capitale, ospita voli sia da Panama che dal Costarica. Non ho trovato voli diretti dal Messico o dall’Italia ma magari potrete trovare voli diretti da Atlanta o altri aeroporti degli USA.

…Provate il bus

Autobus locali, Nicaragua

Autobus locali che percorrono tutto il Paese

Comunque potreste anche prendervela comoda e prenotare con Ticabus, compagnia di autobus di prima classe del Costarica, che dall’aeroporto di San José (Costa Rica) vi porterà a Managua con una ventina di euri ed in sole quatto ore. Se siete avventurieri potreste anche arrivare dal Messico, dalla frontiera di Tapachula, Chiapas. Se scegliete questo tragitto tenete presente che il viaggio, bellissimo e folclorico, tarderà due o tre giorni e dovrete soggiornare negli hotel convenzionati dove si ferma il bus. Per mangiare, in questo caso, vi consiglio di portarvi tutto in zaino, magari acquistandolo prima di partire…Accettate il consiglio. E non dimenticate di portare voi almeno 5 litri di acqua per tutto il viaggio (a testa). Accettate anche questo consiglio.

Scriverò altri post su questa meravigliosa terra…Per il momento spero che queste poche informazioni vi abbiano fatto venire voglia di viaggiare in una terra un po’ dimenticata ma bella e ospitale.

Riserva Diaccia Botrona: oasi per uccelli migratori e birdwatchers

Riserva Diaccia Botrona: oasi per uccelli migratori e birdwatchers

Mi alzo all’alba, anzi vista la luna piena ancora parecchio alta, devono essere le 4 e mezza della mattina. Che levataccia, speriamo ne valga la pena…Ma se sono venuto fin a Castiglione della Pescaia è proprio per visitare la riserva Diaccia-Botrona, una Zona Umida Internazionale importantissima

Come arrivare: 1° opzione

A pochi chilometri dal mio alloggiamento (da amici), percorrendo la Strada Provinciale delle Padule, che da Castiglione della Pescaia porta a Grosseto, arrivo al ponte di Badia, nei pressi del Bed & Breakfast “L’acquacotta”. C’è un piccolo parcheggio adiacente alla provinciale che, vista l’ora, è completamente deserto.

Non avevo mai sentito parlare di questa riserva naturale eppure è tra le più importanti delle zone umide internazionali italiane che vengono riconosciute ed inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar. Nel sito del ministero dell’Ambiente potrete trovare più informazioni su queste zone e sulla loro utilità per l’ambiente e la fauna, come gli uccelli migratori.

Attraversando il ponte sul fiume Bruna comincio a scattare le prime foto; sono arrivato proprio mentre la luna si nasconde dietro i monti di Castiglione della Pescaia.

Fiume Bruna e in lontananza, Castiglione della Pescaia

Fiume Bruna e in lontananza, Castiglione della Pescaia

Una passeggiata immersi nella natura e nella storia

Mi hanno parlato parecchio dell’isola Clodia e delle rovine di una chiesa romanica. Ed infatti in lontananza comincio ad intravedere la sagoma delle due pareti rimaste in piedi. Sì, proprio rovine. Se mi rimane tempo al ritorno si farò una capatina. Per il momento sono più attratto da quello che posso vedere all’interno della riserva e dai suoni emessi dagli uccelli migratori, visto che tra qualche settimana, tra ottobre e novembre cominciano a migrare verso zone più calde.

Sulla stradina sterrata, a destra, trovo un piccolo sentiero, quasi invisibile. E’ proprio una delle entrate; infatti, poco più avanti, una piccolissima struttura di legno limita il passaggio a biciclette e moto: Ci siamo!

Entrata dal Ponte di Badia

Entrata dal Ponte di Badia

Ovviamente mi sento quasi a disagio. Non vorrei disturbare la fauna locale; meno male che siamo quasi in autunno e gli uccelli nidificano in primavera. Almeno sono sicuro di non fare danno. Inutile dire che sia i fenicotteri che i martin pescatore mi hanno già adocchiato da un pezzo. Fortunatamente ci sono alcune casette per l’osservazione dei volatili e delle specie migranti. Ne vedo una in lontananza e, con molta calma la raggiungo.

Intanto è già passata circa un’ora e il paesaggio si accende dei colori dell’alba che si riflettono sull’acqua mentre qua e là volano falchi, fenicotteri, germani reali : uno spettacolo mozzafiato.

Riserva Diaccia Botrona: alba

Riserva Diaccia Botrona: alba

Nella casetta di osservazione il tempo passa veloce; credo che ne siano passate già un paio ma qua dentro uno aspetta sempre quello che succederà, forse un martin pescatore che si poserà sul rametto (messo apposta da qualche fotografo come me come posatoia), o i fenicotteri che con un po’ di fortuna si avvicinino di più…Insomma, il posto ideale per rilassarsi e per un po’ di caccia…Fotografica

Fenicotteri rosa

Fenicotteri rosa

Martin pescatore

Martin pescatore

L’esperienza è così affascinante e coinvolgente che torno il giorno dopo, questa volta passando per la Casa Rossa, quello che rimane di vecchi intenti di bonifica (fortunatamente non tutta la zona è stata bonificata) e oggi sede di un museo multimediale.

Come arrivare: 2° opzione

Per arrivare a Casa Ximenez, da Castiglione della Pescaia, bisogna dirigersi al ponte Giorgini e prendere la primissima strada che trovate alla vostra sinistra, subito dopo il ponte. Proseguite seguendo le indicazioni per Casa Ximenez ed arriverete ad un’area dove potrete lasciare la vostra auto o la vostra bicicletta.

Ponte Giorgini, Entrata per la Casa Rossa

Ponte Giorgini, Entrata per la Casa Rossa

Casa Ximenez o Casa rossa

Casa Ximenez o Casa rossa

Perché visitare la riserva

Anche da qui potrete arrivare ad un altro casotto per l’osservazione degli uccelli e anche se non siete birdwatchers professionisti, passare un paio d’ore ad osservare la natura incontaminata della riserva Diaccia Botrona vi donerà un po’ di tranquillità e serenità per tutta la giornata. Se poi volete cominciare ad avvicinarvi al mondo del birdwatching e scoprire quanto è meraviglioso questo mondo, vi basterà procurarvi un buon binocolo e programmare le vostre prossime vacanze in zone dove la natura fa ancora da padrona.

Ma nella riserva potrete ammirare anche i resti di una antica chiesa romanica, sull’Isola Clodia, di cui rimangono solo due delle pareti perimetrali. Da qui potrete godervi tutta la riserva, i colori dell’alba, sentire il fruscio delle canne mosse dalla brezza mattutina e passare un po’ di tempo da soli o in compagnia.

Che ne dite? Ne è valsa la pena la levataccia di prima mattina?

Isola Clodia e rovine della chiesa romanica

Isola Clodia, all’interno della riserva Diaccia-Botrona e rovine della chiesa romanica

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito!

Trasportati nel tempo in pochissimi secondi: appena si varca l’entrata del borgo sembra di fare un balzo all’indietro di 600 anni.

Il Ricetto di Candelo infatti, è una fortezza realizzata tra il XIII e il XIV sec. allo scopo di proteggere le derrate e i prodotti della popolazione delle campagne limitrofe dalle incursioni di saccheggiatori.

Furono utilizzate pietre e ciottoli locali, per la maggior parte di provenienza fluviale. Infatti, a poche centinaia di metri dall’attuale ricetto, scorre il torrente Cervo, il corso d’acqua che nasce dalle prealpi biellesi e che ha dato origine alla vallata sottostante.

Attualmente, il Ricetto di Candelo (BI), uno dei borghi più ben mantenuti d’Italia, ospita varie manifestazioni durante l’anno, come, ad esempio, Candelo in Fiore. L’evento prevede la partecipazione dei florovivaisti della zona, che con pennellate di colore, e la maestria acquisita negli anni nella creazione di spazi verdi, addobba il borgo in un tripudio di profumi e vegetazione fiorita.

Ricetto di Candelo addobbato per Candelo in Fiore

Ricetto di Candelo addobbato per Candelo in Fiore

Sicuramente un occasione da non perdere per tutti gli appassionati di storia e giardinaggio visto che la manifestazione è a cadenza biennale.

Come arrivare

Raggiungere Candelo, in provincia di Biella non è per niente complicato: Dall’autostrada Torino-Milano, il casello più vicino è quella di Carisio. Da qui, seguite le indicazioni per Biella e poi per Candelo; in meno di 20 minuti sarete a destinazione. 

Se invece siete camperisti allora ci sono buone notizie. Per visitare il Ricetto di Candelo potrete usare l’area di sosta a pochi metri dal borgo medioevale.

Per altre informazioni sulla viabilità, parcheggi e servizi potete visitare questa pagina.

Torre del Ricetto di Candelo

Torre del Ricetto di Candelo

DUE SUGGERIMENTI:

1 – se arrivate in auto in giorni festivi o durante il periodo delle manifestazioni, non cercate di arrivare in centro direttamente. Dovrete cercare un parcheggio tra quelli indicati perché non avrete nessuna possibilità di trovarne uno vicino al Castello. Comunque non vi preoccupate, qualsiasi parcheggio troverete sarete al ricetto in meno di 10 minuti.

2 – Per le signore: sono banditi i tacchi a spillo visto che tutta la pavimentazione interna al castello è ciottolata…Altrimenti preparate il vostro accompagnatore che dovrà riportavi alla macchina con un carretto medioevale o…A spalla.

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