Un giorno a Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro

In una bella e tranquilla città come Querétaro non sarà facile conoscere l’essenza del luogo in solo un giorno ma almeno ti posso consigliare cosa vedere per farti un idea della storia secolare che vi è rinchiusa in ogni mattone e ad ogni angolo. L’unica incertezza è: da dove iniziare?

Parco Alameda

Parque Alameda Hidalgo – Querétaro

Visto il mio grande amore per la natura, gli alberi e i parchi cittadini ti invito a farti proprio un bel giretto alla mattina. Lungo tutto il recinto spesso vengono esposte diverse fotografie e opere che fanno riferimento alla vita, alla cultura e all’antropologia di questo Stato centrale del Messico. Il primo albero del Parco Alameda fu piantato dal Corregidor Ignacio Ruiz Colado, nel 1793. Puoi leggere maggiori informazioni sul polmone verde di Querétaro cliccando qui.

Ma l’antica città dell’argento ti aspetta con le sue stradine colorate e andadores popolati.

Ho cercato di organizzarti un percorso semplice in modo da usare al meglio il tempo così che il tuo giorno a Santiago di Queréetaro sia piacevole e ricco di storia e cultura.

Los Arcos

Los Arcos – Santiago de Querétaro

Potrai fotografare il simbolo di Querétaro in due momenti della giornata scegliendo un controluce o un sole alle spalle, ma in entrambi i casi potrai dirigerti vero il Mirador de los AlrcosPer raggiungerlo, prendi il bus 38 o 5 dal lato dell’Alameda che dà su calle Ignacio Zargoza e fatti scarrozzare per un chilometro scarso fino a quello che io chiamo “il Pentolone” ma in realtà si chiama El Tanque de Querétaro. Se invece ti piace camminare segui calle Zaragoza per circa 7 minuti e arriverai proprio diritto diritto del tipo ‘non ti puoi sbagliare’. Potrai cominciare a usare qua la tua macchina fotografica, il posto è tranquillo anche di pomeriggio ma usa sempre l’accortezza di non essere molto turista, tipo camicetta hawaiana e cartina della città in mano (o maglietta “ITALIA ’82”…).

El Tanque de Querétaro è praticamente una fontana immensa, credo di non sbagliarmi a dire che è la più bella rotonda della città. Continuate per pochi metri ed ecco che davanti a te ti si presenta, come ti ho già detto, il monumento simbolo di Santiago di Querétaro, los Arcos.

Mentre lo ammiri puoi continuare a camminare nella stessa direzione fino a calle Ejercito Republicano. Imbocca questa strada in direzione ovest e in pochissimi minuti ti troverai in uno dei belvedere migliori della città vecchia, il Mirador de los Arcos, con tutta la vista sui  1280 metri del monumento (se ci riesci dovresti contare 74 archi).

Sperando tu abbia calcolato bene i tempi per godere di un’ottima luce…Ti lascio scattare un po’.

Cominciamo a scendere verso il centro. Se, come spero, sei mattiniero e ti piace veder svegliarsi la città, allora la zona di Plaza de los Fundadores e il Templo de la Cruz.

 

 Plaza Fundadores e Templo de la Cruz

Plaza de la Cruz – Quéretaro

Sono due piazze attigue, quasi a formarne una sola. A me personalmente piace venire a fotografare la gente che riesco a far mettere in posa alla sera, quando lo sfondo si tinge degli accesi colori del tramonto. Comunque anche alla mattina, prima delle 9, riuscirete a fotografare la piazza con pochissime persone. Magari usando un filtro ND e tempi lunghi vi potrebbe uscire proprio una bella foto. Nel pomeriggio o in tarda mattinata apriranno tutte le bancarelle e i piccoli ma accoglienti locali giovanili che sulla calle Manuel Gutérrez Nájera si affacciano su Plaza Fundadores. Uno di questi locali espone le foto della barista appassionata di Asia e fotografia mentre in un altro, Kaluna Cafè potrete degustare cibi biologici (organicos).

 

Plaza de Armas

Ora non ti resta che scegliere quale delle 3 strade che scendono verso il centro usare, se Reforma, Independencia o Carranza, che poi diventa 5 de Mayo. Reforma è la più tranquilla; io ci fotografo spesso finestre dai colori vivi e vicoletti variopinti. Se ti va un po’ di tranquillità, allora segui questo percorso: scendi da Plaza Fundadores da Calle Reforma, continua circa duecento metri fino a deviare sulla destra in calle Progreso. Vai fino in fondo e poi gira a destra su calle Rio de la Loza, supera una strada un po’ più grande -Independencia- e poi a sinistra su Avenida Libertad Oriente… Se non ti sei perso, ora ti trovi nella Plaza de Armas con il suo palazzo del Governo, il parco, monumenti e portici, che ad una buona foto non guastano mai. Dedica un paio d’ore a girarti in lungo ed in largo questa zona compresa tra Pasteur, A. Peralta, Corregidora e Independencia, camminando su 16 de Septiembre e 5 de Mayo. Qua sicuramente troverai un po’ di spunti soprattutto se ti piace l’architettura e lo street photography.

Una pausa al centro di Querétaro

Credo che sia arrivato per te il momento di uno spuntino o di un caffè. Guardati intorno, nei vicoletti troverai un po’ di tutto. Ma se proprio vuoi un caffè napoletano…Pulcinella fa il caso tuo; andador Matamoros, a nord di Jardin Guerrero ti farà fare un salto a Trastevere (Roma) – almeno a me sembra un sacco di essere proprio a Roma-  Da Alessandro potrai degustare un ottimo caffè espresso – senza dirgli very very very small – o cucina italiana. Se invece vuoi cimentarti nei piatti tipici Queretani allora ti mando a mangiare da un’altra parte (da Pulcinella ci passi dopo solo a prendere il caffè e a farti una chiacchierata)

Ti do tre opzioni per il pranzo sempre nel rispetto di un turismo sostenibile (non grandi imprese in franchising ma piccoli ristorantini familiari e alimenti sani del posto).

Uno è Brewer, che prima si chiamava Erlum, sito in calle Arteaga 55, tra Allende e Guerrero. Qua potrai soddisfare la tua necessità di cibo buono e sano anche perché comprano dai contadini locali e preparano tutto in casa. Dicono che facciano una birra eccezionale, artigianale, al primo posto tra le birre dello stato. Spero di provarla al più presto.

Le altre due opzioni sono:

  • Las Monjas Clarisas, in calle Ezequiel Montes #22 dove potrai provare piatti tipici messicani in un ambiente veramente storico. Qui nei giorni di sabato e domenica potrai servirti al buffet dalle 8 am all’una del pomeriggio.
  • La Mariposa, ristorantino economico ma storico della Querétaro vecchia. Gelato mantecado da provare.

Che ti aspetta ora? Prima che la digestione ti accoppi per bene meglio mettersi in cammino.

Chiese e musei

Sempre in calle Arteaga, in direzione di Calle Ezequiel Montes, troverai plaza Mariano de Las casas, una delle mie favorite; la fontana nel mezzo della piazza, gli archi sui tre lati e qualche accenno ad uno stile orientale della chiesa di Santa Rosa di Viterbo che sta di fronte, rende questa piazza un bellissimo angolo di città. All’interno un vero tesoro, da oro e argento a avorio e ebano. Le ore qui sono scandite da un orologio, sembra il più antico a quadranti del Nuovo Mondo.

Plaza Mariano de las Casas – Santiago de Querétaro

Da visitare assolutamente l’edificio adiacente al tempio, sede della Segreteria della Cultura dello Stato di Querétaro con il suo parco interno e le sale espositive (se vi va bene troverai anche qualche mostra fotografica, di pittura o scultura).

Se ti interessano architettura e chiese allora potrai dirigerti verso calle Ocampo e all’angolo con Madero potrai scattarti qualche selfie sulla scalinata della cattedrale per poi proseguire. Nelle vicinanze, in calle Guerrero, tra Hidaldo e 16 de Septiembre potrai entrare gratis al Museo de la Ciudad e al Museo de la Restauración. Anche qui quasi sicuramente ci sarà qualche esposizione fotografica o di arte. Uscendo dal museo avrai imparato sicuramente qualcosa in più della storia di Querétaro soprattutto in epoca di rivoluzione.

Scendendo ora calle Guerrero, imbocca verso est calle Madero. Attraverserai Jardin Guerrero e costeggerai el Templo de Santa Clara, dagli interni barocchi. La chiesa fu cominciata nel 1759 ad opera di Eduardo Trasguerras, uno scultore locale, lo stesso che scolpì la Fuente – fontana – de Neptuno, che troverai a pochi metri sempre su Madero, all’angolo con Allende. Selfie? Sempre lì vicino, sulla stessa via non potete non ficcare il naso dentro al portone della Casa della Marquesa (Madero #41). Se con gentilezza chiedi al personale di guardia se puoi vedere l’interno non fanno abiezioni e rimarrai a bocca aperta. Chiedi che ti raccontino la storia…

Continuando per Madero ‘sfocerai’ in un altro parco, jardin Zenea sovrastato dal templo di San Francisco, il vero centro di Querétaro nel 1600. Al centro del giardino ti aspetta -da mo’- la fontana della dea Hebe fatta e fusa in Germania, un pezzo d’Europa da fotografare a parer mio con una lunga esposizione e magari al crepuscolo. E se non sei di quelli che non vive se non scatta goditi una pausa, cerca una panchina all’ombra e filosofeggia sulla vita delle persone che passano…Anche quello serve a rilassare.

Fontana Hebe, Jardin Zenea – Santiago de Querétaro

Un giorno a Santiago de Querétaro – Extra 

Ti voglio menzionare dei localini e dei posti di una decina di minuti fuori dal percorso che ti ho proposto ma puoi aggiungere queste mete tra un suggerimento e l’altro come fossero delle deviazioni a piacere.

-Per un caffè freddo scekerato: Lemon Tree calle José María Morelos y Pavón #74 Colonia Centro (caffetteria familiare che promuove i prodotti locali)

-Teatro della Repubblica, Juarez #22 angolo con Ángela Peralta: normalmente il cancello è chiuso ma se ti avvicini ci sarà sicuramente un guardiano a riceverti e ti permetterà di visitare il Teatro dove nel lontano 1917, esattamente il 5 febbraio, fu promulgata la Costituzione della Repubblica degli Stati Uniti Messicani, firmata pochi giorni prima, il 31 gennaio.

Per un giorno a Santiago de Querétaro mi sembra che di cose ne hai viste abbastanza.

Un po di riposo? Puoi cliccare qui per trovare i migliori hotel della città o se se appassionato di b&b come lo sono io allora ti propongo dei b&b qua vicino…Prenota con 

 

Escursione in giornata: la piramide de ‘El Pueblito’, Messico.

Escursione in giornata: la piramide de ‘El Pueblito’, Messico.

Piramidi in Messico, eccone una poco conosciuta.

La piramide de ‘El Pueblito’, Santiago de Quéretaro.

Quante volte ti sarà capitato di non sapere cosa fare in un giorno di vacanza ma di aver sentito parlare delle piramidi in Messico. Ecco un’idea quando visiterai Querétaro e hai una mezza giornata libera: la Piramide di El Pueblito, situada nel municipio di Corregidora (Queretaro), sicuramente ti piacerà e ti permetterà di fare un salto all’indietro nel tempo di qualche secolo e conoscere meglio la cultura locale, quella otomí.

Dal Parco dell’Alameda, fatti indicare da dove partono i pulman per El Pueblito. Una volta salito sul bus e lasciati all’autista gli 8 pesos e mezzo, chiedi di scendere alla fermata più vicina per La Piramide. Una Volta arrivato alla fermata che ti hanno indicato, chiedi alla prima persona che vi passa vicino ( i messicani apprezzano la cortesia quindi non ti dimenticate mai il ‘por favor’ e ‘muchísimas gracias’), dove passa il Camión 4…Anche in questo caso una volta pagati i famosi 8 pesos e mezzo, spiegategli che volete scendere alla fermata della Piramide. In pochissimi minuti sarai a destinazione.

Piramidi in Messico, eccone una poco conosciuta – El Pueblito

Se non arrivi nel giorno di chiusura, cioè il lunedì, come ho fatto io, potrai anche entrare e visitare i resti archeologici di El Gran Cué, meglio conosciuta come La Piramide de El Cerrito. Evidenti segni di deterioro vi colpiranno immediatamente ma si sa…1600 anni si fanno sentire. Tuttavia è sempre emozionante pensare di calpestare la stessa polvere che fu calpestata da uomini e donne vissuti in epoche così distanti e completamente diverse.

Di origine tolteca, questo monumento merita sicuramente di essere visitato con una guida locale. E visto che ci tornerò a breve, prometto che la prossima volta vi scriverò maggiori dettagli. Per il momento vi dovete accontentare di immagini scattate a considerevole distanza.

Piramide di El Pueblito vista da fuori della recinzione (non fate lo stesso sbaglio di andare il lunedì

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Muovere i primi passi in Messico: ecco Santiago de Querétaro

Eccoci finalmente arrivati nel tanto agognato Messico.

Dopo mesi di preparativi di cui, per mancanza di tempo, non ne ho potuto parlare, sono sbarcato a Santiago de Querétaro veramente una bella cittadina.

Per dire il vero sono rimasto prima un paio di giorni a Città del Messico, una vera e propria magalopoli; ci sono già stato almeno quattro volte, quindi credo proprio sia il caso di cambiare zona.

La mia destinazione in questo viaggio è appunto Santiago de Querétaro, una bellissima città coloniale che negli ultimi anni sta conoscendo un’espansione veramente molto veloce. Tuttavia, indipendentemente da questo dato, che comunque condiziona le varie attività locali, il centro storico della città è stato promosso a Patrimonio Culturale dell’Umanità sin dal lontano 1996.

Inutile spiegare quanto i messicani siano affezionati a questa città visto il ruolo fondamentale giocato in relazione all’indipendenza del Paese. Le strade del centro pullulano di piccole attività locali, da chi vende sombreri alle classiche osterie dove con pochi euro si può trovare gastronomia tipica senza subire le conseguenze della famosissima vendetta di Montezuma.

In un futuro post ti spiegherò a che cosa si riferisce. Intanto visto la mia breve permanenza per ora, ti mostro solo un’immagine di una delle caratteristiche via delle città, la avenida Pino Suarez de poniente.

A presto dal Messico…Andaleee!!!

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Notte sotto le stelle…Cadenti.

Una delle più belle emozioni che si possono provare nella vita è aprire gli occhi e svegliarsi sotto una coperta di stelle, fatta di via lattea ed intrecciata con stelle cadenti. Da tanto tempo non lo facevo ma quest’anno ho deciso di ripetere l’avventura con la mia Canon 6D per cercare di fotografare la nostra galassia e le Perseidi.

Tutto pronto quindi: sacco a pelo, zaino con macchina fotografica, piumino per la notte (5°C alle 4 del mattino in piena estate…) e amici che ho coinvolto nell’avventura di inzupparsi di rugiada e dormire sull’erba.

Prima di tutto bisogna scegliere un posto con bassissimo inquinamento luminoso e per questo sono andato a Bielmonte (BI) nell’Oasi Zegna, dove scavallando il punto più alto della montagna ci si può lasciare alle spalle le luci della città di Biella ed entrare nel buio della Valle Strona. Comincio subito a piazzare l’attrezzatura: cavalletto, macchina fotografica, cavetto di scatto remoto (che mi ha dato un sacco di problemi ma senza di esso non avrei potuto scattare belle immagini)…E ovviamente cerco di trovare la posizione per sdraiarmi quasi comodo avendo il mirino della macchina fotografica praticamente sopra di me.

Mentre aspetto che tramonti la luna, verso mezzanotte, cerco di scattare qualche immagine notturna prima che la nebbia che sta salendo dalla vallata mi sommerga completamente. E’ proprio una corsa allo scatto più nitido mentre comincio a temere che se le nuvole aumenteranno sarà stato tutto inutile e forse non potrò fotografare le stelle cadenti.

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Tramonto della luna dietro al Monte Mucrone

Infatti, nel giro di poco la nebbia mi avvolge completamente e la situazione comincia a diventare piuttosto umida. Sulla fotocamera cominciano a formarsi piccole e micidiali gocce e non essendo la Canon 6D tropicalizzata, alla nebbia si aggiunge anche il sudore freddo.

Diciamo che questo mi insegna una cosa: quando si parla di fotografia notturna, bisogna pensare anche all’umidità che si alza di notte. ci sono vari metodi per mantenere la fotocamera in buone condizioni durante la fotografia notturna in zone umide. Si possono usare dei manicotti riscaldanti posizionati sul obbiettivo come quelli che si può trovare qui. L’unico inconveniente di questo sistema è che bisogna rimanere a pochi metri dalla propria auto perché il dispositivo è alimentato con il cavo dell’accendisigari.

Un’opzione valida quindi, che userò la prossima volta, è il posizionamento di piccoli cuscinetti riscaldanti, proprio quelli che si usano per scaldare mani e piedi in inverno, come questi. Così con pochi euro risolvo il problema.

Dunque, ad un certo punto la nebbia ci isola completamente da tutto ciò che è sotto di noi, ed essendo proprio in vetta alla montagna, mi sento di essere sopra il cielo. Ma lo spettacolo più bello a questo punto è che il cielo si è completamente schiarito e sopra di me accende in tutto il suo splendore la Via Lattea mentre le stelle cadenti cominciano la loro danza.

La temperatura comincia a scendere fino ai +7°C verso le 3 della mattina ma tutte le immagini che vi mostro ora ripagano tutti i sacrifici fatti.

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Via Lattea e stella cadente

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Via Lattea e stella cadente

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Via Lattea e stella cadente

Ma come tutte le cose belle della natura, bisogna seper cogliere l’attimo. Nel giro di poche ore. infatti, il cielo comincia a schiarirsi e anche io mi preparo a cambiare soggetto e a fotografare il Monte Rosa che presto si farà ammirare in tutta la sua bellezza proprio davanti a me. Sono le 5 del mattino e comincia lo spettacolo…

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Monte rosa all’alba. Ore 06:33 del 14 agosto 2016

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Monte Rosa all’alba visto da Bielmonte (BI)

Se volete essere parte della natura più incontaminata, passate una notte a Bielmonte, percorrendo la Panoramica Zegna. Troverete le indicazioni appena usciti dall’autostrada A4 (TO-MI), casello di Carisio…Buona avventura!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Che bella la Puglia!

Proprio così, solo due giorni ma ricchi di sostanza.

Per lavoro mi sono recato varie volte a Candela, in provincia di Foggia e ho così scoperto che la Puglia è una regione meravigliosa, come immaginavo. In verità sono stato in Puglia per la prima volta nel 2012, a Peschici, visitando poi anche Vieste ma sicuramente quest’ultimo viaggio nel Salento e d’intorni è stato memorabile.

Candela (FG)

Candela by night

Sicuramente ci vuole molto più tempo a disposizione per scoprire una regione così bella come la Puglia ma il mio obiettivo in questo articolo è solo quello di dare alcuni punti di riferimento per chi come te vuole raggiungere e visitare questa meravigliosa terra. E allora…Pronto?

Intanto immagina che un certo languorino ti raggiunga mentre viaggi comodamente sulla tua auto (accompagnati dal rumore del cuscinetto posteriore sinistro che comincia a patentare i primi segni di stanchezza da viaggio)…Fame! Spero per te che questa sensazione ti colga di sorpresa appena oltrepassata Foggia. Se viaggi sulla Bologna-Taranto (A14 per i più precisi) ti consiglio di concederti una deviazione e raggiungere Rocchetta S. Antonio, un piccolo borgo di poco meno di 2000 abitanti. Rocchetta S. Antonio dista una cinquantina di chilometri da Foggia e da Barletta passando da Candela. (uscita Candela sulla A16) Sulla bellezza del paesino e la sua storia magari ne parliamo un’altra volta vista la fame, quindi io direi…Cerca L’antica Osteria che si trova sulla via principale. Per ubicarti puoi usare il vecchio metodo che consisteva in abbassare il finestrino e chiedere al primo passante disponibile se conosce il posto, (lo spiego per i giovani nati sotto il segno del tom tom) oppure digitare direttamente Via Giuseppe Piccolo 7. Qua sarai coccolato da una cucina casereccia a base di verdure sott’olio fatte in casa, pasta fatta in casa, pane fatto in casa…Ragazzi, qui è tutto fatto in casa. Impressionante. Alessandro, inoltre, da buon maestro istruttore pizzaiolo, ti saprà far sognare con la sua pizza. Provare per credere. Ti assicuro che, semmai riuscirai ad alzarti dal tavolo, avrai sicuramente necessità di fare due passi all’aperto, ottima scusa per visitare Rocchetta e almeno scattarsi un selfie con alle spalle il Castello D’Aquino (terminato nel 1507).

Castello D'aquino, Rocchetta S. Antonio (FG)

Castello D’aquino, 1507 – Rocchetta S. Antonio (FG)

Dove pernottare a Rocchetta S. Antonio

A Rocchetta troverai diversi b&b. Io personalmente mi sono trovato molto bene al Giulimà. Ambiente molto moderno ed accogliente, completa disponibilità del personale (Patrizia che si occupa di tutto), camere pulite e dolcettini fatti in casa per la prima colazione…

A questo punto direi che dopo esservi rifocillati a dovere, il mare e le magnifiche spiagge del Salento vi aspettano.

Da dove cominciare? Beh c’è solo l’imbarazzo della scelta. In zona Lecce, esattamente pernottando a Cavallino (altro bellissimo centro da visitare) potresti passare alcune ore a Torre dell’Orso. Qua potrai trovare spiagge attrezzatissime con bar e chioschi oltre che poter scegliere tra spiaggia sabbiosa o scogliera. In entrambi i casi, l’acqua caldissima di luglio e agosto e il fondale pulitissimo e trasparente ti faranno innamorare subito di questo posticino.

Cavallino (LE)

Piazza Sigismondo Castromediano, Cavallino (LE)

Ho ancora un solo giorno a mia disposizione e la mia passione fotografica ci porta all’estrema punta sud della Regione: Punta Ristola.

Da Lecce, Punta Ristola si può raggiungere in tre modi: percorrendo una delle due litoranee. A ovest, puoi raggiungere Gallipoli sulla ss101 per poi prendere la litoranea e goderti tutta la costa intervallata da spiagge e scogliere. A questo punto vale la pena fare una sosta di un paio d’ore a Pescoluse, una frazione di Torre Vado. Arrivando appunto da Gallipoli, prima di entrare nella zona più trafficata di Pescoluse, troverete il Lido 77 sulla destra e a pochi metri più avanti, a sinistra un parcheggio custodito e ben organizzato che con solo 3 euro ti permette di parcheggiare la macchina per tutto il giorno. Ti chiederai perché proprio Pescoluse? La chiamano “le Maldive del Salento” e sinceramente io volevo capire se è realmente così. Il posto rispecchia esattamente questo appellativo: spiagge di sabbia chiara e acqua cristallina richiamano veramente i paesaggi esotici. Il bello del Lido 77 è che troverai una grande spiaggia libera ma con chioschetto a pochi metri (con tanto di docce) e la possibilità comunque di noleggiare per pochi euro ombrellone e sdraio.

Pescoluse (LE)

Pescoluse, Le Maldive del Salento – Torre Vado (LE)

Una seconda possibilità per raggiungere Punta Ristola da Lecce consiste nel raggiungere Torre Dell’orso e poi da lì percorrere tutta la litoranea, passando da Otranto (che mi dicono essere meravigliosa e dove si può mangiare ottimo pesce fresco…Sarà per il prossimo viaggio) Ovviamente queste due prime opzioni per raggiungere Santa Maria di Leuca e quindi Punta Ristola sono un po’ più lunghe, soprattutto se viaggi dopo le 9 della mattina e nei mesi di luglio e agosto.

Quindi per raggiungere l’estrema punta sud della Puglia potresti prendere in considerazione anche questa terza opzione: Da Lecce, ss16 fino a Maglie e poi ss275 fino a Santa Maria di Leuca. Raggiungerai la tua destinazione in una quarantina di minuti.

Ed eccoci qua, dopo aver viaggiato per il Salento in lungo ed in largo tra olivi secolari (purtroppo tristemente colpiti da Xilella) e coste meravigliose, approdiamo a Santa Maria di Leuca. Mancano un paio d’ore prima del tramonto quindi prima di cercare Punta Ristola per scattare foto del momento più bello della giornata raggiungo un’altra punta della Puglia, Punta Meliso che divide il mar Adriatico dal Mar Ionio ed è indicata su tutte le mappe nautiche.

A Punta Meliso scatto foto del faro della Marina che dal 1886, dai suoi 40 metri di altezza, emette i suoi segnali visibili anche fino a 40 chilometri. Purtroppo durante la mia breve visita, le Cascate monumentali che ricordano il punto terminale dell’acquedotto pugliese erano spente ma con un po’ di fortuna te le potrete trovare attive ed illuminate.

Faro di Punta Meliso (LE)

Il faro di Punta Meliso – Santa Maria di Leuca (LE)

Nel frattempo si sono fatte le 19 quindi prendo la mia macchine fotografica ed il mio treppiede e raggiungo Punta Ristola. L’intenzione è fotografare sia Punta Meliso illuminata dalla calda luce del tramonto e anche gli ultimi istanti di luce del sole che cala sul mare.

Mi preparo emozionalmente ad uno degli spettacoli più belli della natura: il tramonto sul mare. Di questa esperienza vi lascio le immagini scattate che valgono più di mille parole.

Tramonto da Punta Ristola

Tramonto da Punta Ristola – S. Maria di Leuca (LE)

Gastronomia

Nel mio viaggio nel Salento scopro un piatto tipico buonissimo ed economico che mi salva la vita almeno in due occasioni. Si tratta della Puccia.

La puccia è un piatto tipico della gastronomia leccese: consiste un panino fatto con pasta di pizza e riempito con tutto quello che di buono può offrire la tradizione gastronomica pugliese nel pieno rispetto del fatto in casa. Dai lampascioni alle verdure grigliate, dai funghi e melanzane sott’olio ai pomodorini e mozzarella, passando dai pomodori secchi e molto di più. La particolarità del piatto è che ognuno può comporsi il suo panino a secondo delle sue voglie e preferenze.

Dove mangiare un’ottima puccia.

A Lecce troverete diverse puccerie. La mia prima esperienza, che come il primo amore, non si scorda mai, l’ho fatta in un locale che si chiama “La Puccia” (Via G. Leopardi, 36 Lecce – e ancora non mi pagano per fargli pubblicità). Il Locale è grande e spazioso e molto movimentato da giovani e famiglie. I due banconi di preparazione ti attendono con un’infinità di squisitezze pronte a farcire il vostro panino.

Puccia

Puccia del locale tipico “La Puccia”, Lecce

Ritrovo la Puccia a Santa Maria di Leuca, questa volta al “Molo 29”, (Via Sandro Pertini, 5 Santa Maria di Leuca – Castrignano del Capo – anche loro non mi pagano per questa pubblicità ma la puccia è veramente buona). Anche qui puoi goderti un’ottima puccia preparata con pasta madre nel pieno rispetto della tradizione pugliese, cioè, come mi spiega il proprietario, scegliere la vostra composizione favorita.

Molo 29

Pucceria “Molo 29”, Santa Maria di Leuca

Qui, a Santa Maria di Leuca, finisce la prima parte del mio viaggio (la seconda parte prevede percorrere i 1219 chilometri che mi separano da casa…). Che dire: ho scoperto la Puglia un po’ tardi con il suo mare limpido e scogliere mozzafiato, per non parlare del cibo di questa terra ospitale, ma ne è valsa sicuramente l’avventura.

P.S. Dalla Puglia non è possibile tornare a mani vuote; olio, taralli, scaldatelli e dolcetti vari fanno parte del bottino di fine vacanze (tanto la prova costume l’avete già fatta). A Candela (FG) chiedete in paese del forno di Pasquale…Proverete degli scaldatelli integrali emozionanti…E molto altro ancora.

Nicaragua: due buoni motivi per farci le vacanze

Nicaragua: due buoni motivi per farci le vacanze

Nicaragua

…Essendo un Paese di cui si parla poco, almeno dopo la rivoluzione sandinista degli anni ’70 ho deciso di spiegarvi perché visitare questo paese meraviglioso e accogliente.

Innanzitutto il Nicaragua merita di essere visitato in lungo ed in largo e vi posso consigliare di non passare troppo tempo sdraiati al sole in qualche spiaggia dal sapor caraibico…Per rosolarvi c’è la nostra splendida Sardegna.

Quindi preparatevi uno zaino capiente, e…Bienvenidos en la tierra de lagos y vulcanos!!!

Cosa visitare

Come avrete capito, il Nicaragua è veramente un Paese ricco di cose belle da vedere. Ci sono tantissimi vulcani, la maggior parte ancora attivi e tanti piccoli e grandi laghi.

A proposito di laghi, sicuramente vale la pena dedicare almeno un paio di giorni al lago d’acqua dolce più grande del centro america, il lago Cocibolca o lago Nicaragua. Al centro di questo lago immenso e ben vissuto dalla popolazione locale, potrete ammirare i due vulcani che spiccano in qualsiasi fotografia del lago: Concepción e Madera. L’isola formatasi da antiche eruzioni, Ometepe, potrà ospitarvi almeno per una notte, in una delle semplicissime strutture turistiche.

Che ne dite poi di fare un giro tra le più di 360 piccole isolette del lago Nicaragua? Magari al ritorno non perdetevi questa magnifica occasione.

Ritornati sulla terraferma avrete veramente l’imbarazzo della scelta: città coloniali, lagune, spiagge caraibiche, surf, trekking, canyon, foreste e coltivazioni di caffè vi stanno aspettando.

Una visita alla laguna de Apoyo è d’obbligo sopratutto se siete amanti della tranquillità e della fotografia. Se la visitate al tramonto o alle prime ore della mattina (meglio per evitare poi i pericoli di viaggiare di sera) vedrete questo posto nel momento migliore.

Laguna de Apoyo, Nicaragua

Laguna de Apoyo

Se pensate di spaparazzarvi qualche giorno al sole, allora sicuramente meritate un soggiorno a San Juan del Sur o a Corn Island…Sabbia bianca e palme da cocco sono il paesaggio ideale per dimenticare i tempi e la vita frenetica delle nostre città. Se volete più informazioni potrete visitare il blog del mio amico Matteo, nicaraguayestravel.com. Lui con altri amici, vive li ormai da diversi anni.

Io ho vissuto 6 mesi in Nicaragua ma sopratutto nella zona centrale, esattamente nell’altopiano centrale. Qui potreste scappare per qualche giorno dal caldo tropicale delle zone costiere per un clima un po’ più ventilato e sicuramente meno umido.

Potreste dedicare una bella giornata al trekking a visitare la Foresta Nera nella provincia di Matagalpa ed immergervi nella natura più incontaminata. Potrete vedere con i vostri occhi le coltivazioni di caffè nelle fresche valli interne e sorseggiare una rica taza de cafè local.

Grandi Ficus strangolatori della Foresta Nera, Nicaragua

Ficus strangolatore, Foresta Negra, Matagalpa

Altissimi alberi secolari e folta vegetazione vi aspettano per una giornata veramente indimenticabile. Dedicherò più avanti un post solo per spiegarvi come arrivare alla Foresta Nera e cosa troverete nel vostro soggiorno.

Come arrivare in Nicaragua…

Sicuramente il mezzo più comodo per arrivare in Nicaragua è l’aereo. L’aeroporto internazionale di Managua, la capitale, ospita voli sia da Panama che dal Costarica. Non ho trovato voli diretti dal Messico o dall’Italia ma magari potrete trovare voli diretti da Atlanta o altri aeroporti degli USA.

…Provate il bus

Autobus locali, Nicaragua

Autobus locali che percorrono tutto il Paese

Comunque potreste anche prendervela comoda e prenotare con Ticabus, compagnia di autobus di prima classe del Costarica, che dall’aeroporto di San José (Costa Rica) vi porterà a Managua con una ventina di euri ed in sole quatto ore. Se siete avventurieri potreste anche arrivare dal Messico, dalla frontiera di Tapachula, Chiapas. Se scegliete questo tragitto tenete presente che il viaggio, bellissimo e folclorico, tarderà due o tre giorni e dovrete soggiornare negli hotel convenzionati dove si ferma il bus. Per mangiare, in questo caso, vi consiglio di portarvi tutto in zaino, magari acquistandolo prima di partire…Accettate il consiglio. E non dimenticate di portare voi almeno 5 litri di acqua per tutto il viaggio (a testa). Accettate anche questo consiglio.

Scriverò altri post su questa meravigliosa terra…Per il momento spero che queste poche informazioni vi abbiano fatto venire voglia di viaggiare in una terra un po’ dimenticata ma bella e ospitale.

Riserva Diaccia Botrona: oasi per uccelli migratori e birdwatchers

Riserva Diaccia Botrona: oasi per uccelli migratori e birdwatchers

Mi alzo all’alba, anzi vista la luna piena ancora parecchio alta, devono essere le 4 e mezza della mattina. Che levataccia, speriamo ne valga la pena…Ma se sono venuto fin a Castiglione della Pescaia è proprio per visitare la riserva Diaccia-Botrona, una Zona Umida Internazionale importantissima

Come arrivare: 1° opzione

A pochi chilometri dal mio alloggiamento (da amici), percorrendo la Strada Provinciale delle Padule, che da Castiglione della Pescaia porta a Grosseto, arrivo al ponte di Badia, nei pressi del Bed & Breakfast “L’acquacotta”. C’è un piccolo parcheggio adiacente alla provinciale che, vista l’ora, è completamente deserto.

Non avevo mai sentito parlare di questa riserva naturale eppure è tra le più importanti delle zone umide internazionali italiane che vengono riconosciute ed inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar. Nel sito del ministero dell’Ambiente potrete trovare più informazioni su queste zone e sulla loro utilità per l’ambiente e la fauna, come gli uccelli migratori.

Attraversando il ponte sul fiume Bruna comincio a scattare le prime foto; sono arrivato proprio mentre la luna si nasconde dietro i monti di Castiglione della Pescaia.

Fiume Bruna e in lontananza, Castiglione della Pescaia

Fiume Bruna e in lontananza, Castiglione della Pescaia

Una passeggiata immersi nella natura e nella storia

Mi hanno parlato parecchio dell’isola Clodia e delle rovine di una chiesa romanica. Ed infatti in lontananza comincio ad intravedere la sagoma delle due pareti rimaste in piedi. Sì, proprio rovine. Se mi rimane tempo al ritorno si farò una capatina. Per il momento sono più attratto da quello che posso vedere all’interno della riserva e dai suoni emessi dagli uccelli migratori, visto che tra qualche settimana, tra ottobre e novembre cominciano a migrare verso zone più calde.

Sulla stradina sterrata, a destra, trovo un piccolo sentiero, quasi invisibile. E’ proprio una delle entrate; infatti, poco più avanti, una piccolissima struttura di legno limita il passaggio a biciclette e moto: Ci siamo!

Entrata dal Ponte di Badia

Entrata dal Ponte di Badia

Ovviamente mi sento quasi a disagio. Non vorrei disturbare la fauna locale; meno male che siamo quasi in autunno e gli uccelli nidificano in primavera. Almeno sono sicuro di non fare danno. Inutile dire che sia i fenicotteri che i martin pescatore mi hanno già adocchiato da un pezzo. Fortunatamente ci sono alcune casette per l’osservazione dei volatili e delle specie migranti. Ne vedo una in lontananza e, con molta calma la raggiungo.

Intanto è già passata circa un’ora e il paesaggio si accende dei colori dell’alba che si riflettono sull’acqua mentre qua e là volano falchi, fenicotteri, germani reali : uno spettacolo mozzafiato.

Riserva Diaccia Botrona: alba

Riserva Diaccia Botrona: alba

Nella casetta di osservazione il tempo passa veloce; credo che ne siano passate già un paio ma qua dentro uno aspetta sempre quello che succederà, forse un martin pescatore che si poserà sul rametto (messo apposta da qualche fotografo come me come posatoia), o i fenicotteri che con un po’ di fortuna si avvicinino di più…Insomma, il posto ideale per rilassarsi e per un po’ di caccia…Fotografica

Fenicotteri rosa

Fenicotteri rosa

Martin pescatore

Martin pescatore

L’esperienza è così affascinante e coinvolgente che torno il giorno dopo, questa volta passando per la Casa Rossa, quello che rimane di vecchi intenti di bonifica (fortunatamente non tutta la zona è stata bonificata) e oggi sede di un museo multimediale.

Come arrivare: 2° opzione

Per arrivare a Casa Ximenez, da Castiglione della Pescaia, bisogna dirigersi al ponte Giorgini e prendere la primissima strada che trovate alla vostra sinistra, subito dopo il ponte. Proseguite seguendo le indicazioni per Casa Ximenez ed arriverete ad un’area dove potrete lasciare la vostra auto o la vostra bicicletta.

Ponte Giorgini, Entrata per la Casa Rossa

Ponte Giorgini, Entrata per la Casa Rossa

Casa Ximenez o Casa rossa

Casa Ximenez o Casa rossa

Perché visitare la riserva

Anche da qui potrete arrivare ad un altro casotto per l’osservazione degli uccelli e anche se non siete birdwatchers professionisti, passare un paio d’ore ad osservare la natura incontaminata della riserva Diaccia Botrona vi donerà un po’ di tranquillità e serenità per tutta la giornata. Se poi volete cominciare ad avvicinarvi al mondo del birdwatching e scoprire quanto è meraviglioso questo mondo, vi basterà procurarvi un buon binocolo e programmare le vostre prossime vacanze in zone dove la natura fa ancora da padrona.

Ma nella riserva potrete ammirare anche i resti di una antica chiesa romanica, sull’Isola Clodia, di cui rimangono solo due delle pareti perimetrali. Da qui potrete godervi tutta la riserva, i colori dell’alba, sentire il fruscio delle canne mosse dalla brezza mattutina e passare un po’ di tempo da soli o in compagnia.

Che ne dite? Ne è valsa la pena la levataccia di prima mattina?

Isola Clodia e rovine della chiesa romanica

Isola Clodia, all’interno della riserva Diaccia-Botrona e rovine della chiesa romanica

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito

Il Ricetto di Candelo: un tuffo nel medioevo…Fiorito!

Trasportati nel tempo in pochissimi secondi: appena si varca l’entrata del borgo sembra di fare un balzo all’indietro di 600 anni.

Il Ricetto di Candelo infatti, è una fortezza realizzata tra il XIII e il XIV sec. allo scopo di proteggere le derrate e i prodotti della popolazione delle campagne limitrofe dalle incursioni di saccheggiatori.

Furono utilizzate pietre e ciottoli locali, per la maggior parte di provenienza fluviale. Infatti, a poche centinaia di metri dall’attuale ricetto, scorre il torrente Cervo, il corso d’acqua che nasce dalle prealpi biellesi e che ha dato origine alla vallata sottostante.

Attualmente, il Ricetto di Candelo (BI), uno dei borghi più ben mantenuti d’Italia, ospita varie manifestazioni durante l’anno, come, ad esempio, Candelo in Fiore. L’evento prevede la partecipazione dei florovivaisti della zona, che con pennellate di colore, e la maestria acquisita negli anni nella creazione di spazi verdi, addobba il borgo in un tripudio di profumi e vegetazione fiorita.

Ricetto di Candelo addobbato per Candelo in Fiore

Ricetto di Candelo addobbato per Candelo in Fiore

Sicuramente un occasione da non perdere per tutti gli appassionati di storia e giardinaggio visto che la manifestazione è a cadenza biennale.

Come arrivare

Raggiungere Candelo, in provincia di Biella non è per niente complicato: Dall’autostrada Torino-Milano, il casello più vicino è quella di Carisio. Da qui, seguite le indicazioni per Biella e poi per Candelo; in meno di 20 minuti sarete a destinazione. 

Se invece siete camperisti allora ci sono buone notizie. Per visitare il Ricetto di Candelo potrete usare l’area di sosta a pochi metri dal borgo medioevale.

Per altre informazioni sulla viabilità, parcheggi e servizi potete visitare questa pagina.

Torre del Ricetto di Candelo

Torre del Ricetto di Candelo

DUE SUGGERIMENTI:

1 – se arrivate in auto in giorni festivi o durante il periodo delle manifestazioni, non cercate di arrivare in centro direttamente. Dovrete cercare un parcheggio tra quelli indicati perché non avrete nessuna possibilità di trovarne uno vicino al Castello. Comunque non vi preoccupate, qualsiasi parcheggio troverete sarete al ricetto in meno di 10 minuti.

2 – Per le signore: sono banditi i tacchi a spillo visto che tutta la pavimentazione interna al castello è ciottolata…Altrimenti preparate il vostro accompagnatore che dovrà riportavi alla macchina con un carretto medioevale o…A spalla.

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