L’indipendenza del Messico: messicani on the road

L’indipendenza del Messico: messicani on the road

Una delle date più importanti nella storia del Messico è il 16 settembre 1810. Cosa successe in questa data, e, sopratutto, perché i messicani la festeggiano con tanto ardore?

Parliamo dell’indipendenza del Messico,

ma andiamo per gradi.

Dunque, dopo secoli di governo spagnolo, molti dei nativi e criollos, scontenti di alcune mosse da parte proprio della Spagna, e approfittando di un momento di debolezza di quest’ultima occupata a resistere all’invasione di Napoleone Bonaparte che cercava di occuparla, cominciarono a opporsi in modo piuttosto importante. Tutti gli intrighi di questo periodo, molti dei quali avvenuti a Querétaro, degni di scriverci vari libri, sfociarono in un momento ben determinato della storia, appunto il 16 settembre 1810 quando, nelle prime ore della notte, un prete, Miguel Hidalgo, esortò il suo campanaro, José Galván, a suonare la campana della parrocchia di città Dolores, che oggi ci chiama Dolores Hidalgo. Quello fu praticamente una chiamata alle armi, un’ insostenibile spinta verso una rivoluzione che durò 11 anni e che terminò con la firma del trattato che stabiliva l’indipendenza, avvenuto nel 1821 da parte del capo delle truppe ribelli, il generale Agustín de Iturbide e il nuovo viceré spagnolo Juan Donojú. Questa in pochissime parole è la storia dell’indipendenza del Messico.

Oggi

Ai giorni nostri, ecco cosa fanno i messicani per ricordare quegli avvenimenti storici.

La settimana che precede il 16 settembre di ogni anno, spuntano in tutta la città nuove bancarelle in cui si può comprare ogni tipo di oggetto che ricordi l’indipendenza, la bandiera, e i personaggi della rivoluzione. Per non parlare degli atteggiamenti e l’abbigliamento improvvisato di ogni tipo con un base comune: il colore della bandiera Messicana.

Precauzioni per scattare foto o fare una passeggiata durante la celebrazione

In questo periodo, ma soprattutto nei due giorni che precedono il 16 settembre, un po’ tutta la gente non è molto concentrata nelle proprie attività ( che includono la guida di un auto); è normale che le persone, e non solo gli uomini, alzino un po’ il gomito e che presi dall’aria di festa si comportino con poca lungimiranza. Se posso dare un consiglio fai attenzione alle passeggiate in centro e più ancora nei sobborghi. Questo vale più che altro alla sera, dopo le 17/18. Tuttavia, per scattare le foto che vedi in questo articolo sono uscito di casa alle 18 e sono tornato alle 21 e ho passeggiato dal Palazzo di Bellas Artes al Zócalo con la mia fotocamera in mano senza grandi timori. La metro solitamente è un posto sicuro, in tutti i sensi (occhio solo quando è molto affollata a motivo dei borseggiatori). Mentre, come dicevo prima, le strade si popolano all’inverosimile e non è facile stare attenti alle tante cose che succedono.
Altro aspetto di cui dovete essere a conoscenza: I botti, chiamati cohetes. Quelli non mancano mai (veramente neanche nei giorni normali, quelli feriali). Fanno parte della cultura di qualsiasi tipo di festa e vengono sparati o scoppiati a qualsiasi ora del giorno e DELLA NOTTE. Se credi che sia meglio tornare a casa presto e approfittare per una bella dormita, hai sbagliato tutto. Se sei un fotografi, passerai la notte ad editare foto, o a ordinare le foto dell’anno scorso, tanto provare a schiacciare anche solo un pisolino sarà inutile. Programma il giorno seguente sapendo che, 1 – sarai uno zombi per strada o, 2- passerai tutta la mattinata, insolitamente tranquilla, a dormire e recuperare la notte precedente.

Come arrivare in centro: in METRO, la mia preferita

Il modo più semplice per arrivare al centro della città è usare la Metro. Pensare di muoversi in taxi o UBER nel centro città nelle ore calde, cioè dalle 7 alle 19  è praticamente impossibile. Io personalmente con la METRO mi trovo benissimo e normalmente, anche in caso di ritardi dei convogli, arrivo sempre puntuale (ovviamente dovete calcolare che vi stiate muovendo in una megalopoli di 25 milioni di abitanti). Comunque se vuoi usare un taxi sicuro, come scritto qui, puoi contattarmi privatamente e te ne manderò uno di personale fiducia.

Per arrivare al Zócalo e a Bellas Artes potrai tranquillamente usare la linea blu che attraversa la città da nord-ovest a sud. Per esempio, potresti scendere a REVOLUCION, chiedere al primo passante come arrivare al Monumento de la Revolución e da lì camminare in direzione di Bellas Artes lungo Av. Juarez. Una volta arrivato alla Torre Latinoamericana, all’angolo opposto del Palacio de Bellas Artes, imbocca, (tutto dritto, non ti puoi sbagliare) Calle Madero, riqualificata negli ultimi anni e imperdibile per un po’ foto di strada. Perditi tra la folla – non troppo – e arriverai proprio nella piazza centrale della città, Plaza de la Constitución, per i messicani, Zócalo, una delle più grandi al mondo, con i suoi 43.700 m² (230m x 192m). Nella piazza troverai altre due entrate per la metro cosi che perderti sarà veramente impossibile.

Ma come dico sempre, visto che mi piace raccontare la storia con le mie fotografie, guarda quanto segue e ti verrà tanta voglia anche di visitare il Messico a settembre e dedicare un po’ di ore alla street photography…

Adriana

Mafer

Diana e Lupita

Ugo

 

 

 

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