Caffè, ecco il turno del Messico con Expo Café 2017

Caffè, ecco il turno del Messico con Expo Café 2017

Caffè al Ristorante italiano ‘Di Vino’ – Querétaro

Expo Café 2017

Se ti piace il caffè, se non puoi pensare ad una giornata normale senza iniziarla con un tazzina di un cremoso espresso italiano o di una calda tazza di lungo caffè americano…Allora stai proprio leggendo l’articolo giusto.

Tra pochi giorni inizierà proprio qui a Città del Messico l’esposizione internazionale di tutta la filiera del chicco più famoso al mondo: Expo café 2017

Dal 31 agosto al 2 settembre a Expo café potrai assaporare varietà di caffè provenienti da tutto il mondo, capire quali sono le regioni di coltivazione, come si raccoglie, come viene essiccato e poi lavorato fino ad arrivare nelle nostre tazze, piccole o grandi che siano, puntuale, come il sorgere del sole, tutte le mattine (o comunque per le caffettiere a due gambe come me, in qualsiasi momento del giorno).

Città del Messico, la megalopoli che sta guadagnando terreno sul turismo internazionale è il posto giusto per parlare di caffè, per sviluppare nuove attività nella filiera o semplicemente per degustare una buona tazza della bevanda che detta i tempi e i ricordi di milioni di persone in ogni parte del mondo.

Quindi se sei amante, intenditore o curioso, oppure se vuoi iniziare una nuova attività non c’è niente di meglio di essere presente a Città del Messico, presso il WTC. Almeno per un caffè.

Come arrivare e dove dormire

Per arrivare dall’Italia a Città del Messico per l’evento non hai che l’imbarazzo della scelta. Non ti sto a indicare tutti i voli disponibili tra le più grandi città italiane e l’aeroporto Benito Juárez di Città del Messico ma puoi dare un’occhiata qui.

Mentre per dormire potresti ricercare un hotel in città nella zona del WTC o iscriverti alla mia newsletter e ricevere uno sconto per pernottamenti attraverso Airb&b.

E dopo l’Expo?

Certo, spero tu non venga in Messico solo per berti un caffè!!!

Il Paese è un richiamo al viaggiare ed al conoscere, ma se non hai molto tempo ti potrei suggerire una visita nei vicini Stati di Querétaro o Puebla. Non te ne pentirai…
Buon Viaggio!

 

Un tipico pranzetto alla messicana: la comida corrida

Un tipico pranzetto alla messicana: la comida corrida

‘Comida corrida’ cioè menù a prezzo fisso

Se cominciassi a sentire un piccolo languorino girovagando per qualche remoto angolo di Messico o in una delle sue popolate città ti assicuro che non sarà difficile trovare dove riempire il tuo stomaco ‘hambriento’ (affamato).. Ma prima di parlarti di piatti tipici della ‘comida corrida’ (che per un italiano corrisponde al menu fisso delle trattorie), cosa che potrebbe farti venire ancora più fame, ti voglio istruire su alcune regole base sul ‘mezzogiorno messicano’

Gli orari per mangiare

Mentre noi italiani abbiamo orari abbastanza fissi per mangiare con tre pasti principali durante la giornata, i messicani scandiscono le ore del giorno in modo un po’ diverso. Intanto si parte dal ‘desayuno’ o ‘almuerzo’ cioè la colazione. Ayuno significa ‘digiuno’..Diciamo che potrebbe riferirsi a troncare qualcosa che si stava facendo…Bene, visto che non sono un grande prof di lingue vi dico solo che i messicani troncano, e alla grande, il precedente digiuno obbligato delle ore notturne. La colazione messicana infatti non prevede assolutamente il cappuccio e cornetto classico degli italiani o le fette biscottate con marmellata. E l’orario per la colazione va dalle prime ore della mattina fino alle 11. Ma visto che stai leggendo questo articolo per parlare di pranzo, procediamo.

Le portate: ‘¿qué le llevamos joven?’

Comida corrida

Comida corrida: il piatto forte, con riso, fagioli e ‘chile relleno’ (peperone ripieno) un po’ piccantino, con aggiunta di panna (crema)

Dalle 13 in avanti si inizia a parlare di pranzo o ‘comida’. Ovviamente se ti presenti a mangiare per pranzo in un ristorante all’una sarai un po’ in anticipo rispetto alla maggioranza della gente del posto ma il lato positivo è che nessuna portata sarà già terminata. In questa occasione, sia i grandi ristoranti che le trattorie ti offriranno due possibilità: il menù ‘a la carte’ – per intenderci, ti portano il volantino con i vari piatti, scegli, mangi e paghi-) o il menù a prezzo fisso o ‘comida corrida’, dove solitamente avrai a disposizione una scelta di due varianti o due possibilità per ogni portata. Il prezzo, quando è economico si aggira intorno ai 45/60 pesos.

Normalmente si inizia con un ‘caldo’ cioè un brodo con pollo o ‘fideos’ (sarebbero spaghetti spezzati, qualcosa di paragonabile alla nostra minestrina). Anche se ti sembrerà inusuale e magari non proprio consono al clima, ti posso garantire che è la miglior maniera con cui tu possa iniziare il pranzo.

food

Per iniziare: Caldo de Verduras

Segue il ‘plato fuerte‘: bistecca di pollo o maiale, raramente di vitello, petto di pollo, impanate o alla griglia che vengono sempre accompagnate da riso, fagioli, insalata, ceci (garbanzos). E ovviamente non potranno mancare le ‘tortillas’, normalmente di mais giallo, belle calde portate a tavola proprio in un contenitore apposta, cioè normalmente coperto con un coperchio. Le stesse tortillas all’interno sono avvolte da un panno, molto spesso dai colori e decorazioni proprie del Messico. Capisci quindi che è essenziale che le tortillas devono rimanere sempre calde. Quando le finite potrete chiederne ancora. Questa è cultura.

Le bevande: ‘¿y para tomar?’

Parliamo del ‘agua’. Normalmente, come già menzionato, la bevanda che accompagna ogni pranzo è succo di qualche frutta diluita con acqua e ghiaccio. Molto ghiaccio. So che da buon italiano, il pensiero di mangiare pollo e riso e berci su acqua di fragola…Non è proprio eccezionale ma questa è la cultura. Comunque potrete sempre chiedere a parte una bottiglia di acqua o una lattina di bibita o perché no una birretta ghiacciata, come faccio io di solito. in verità c’è anche l’opzione di accompagnare il pranzo con caffè americano, diciamo più una bevanda calda al gusto di caffè ma questo dipende dai gusti. Io ormai mi trovo bene anche così e non è poi maluccio.

Il dolce (postre)

Non vi aspettate tiramisù, profiterol e panna cotta…Di solito il dolce consiste in gelatina, molto colorata al gusto di frutta varia. Può piacere o meno. Altre volte può essere un budino o simili. Non sei obbligato a mangiarlo ma per correttezza e per sensibilità verso le persone che hanno preparato, potresti solo chiedere di cosa si tratta il dolce ed eventualmente dire subito che preferisci concludere senza. Così sarà disponibile per altri ospiti.

Che te ne pare della ‘comida corrida’? Io la trovo eccezionale ma ovviamente devi sapere dove mangiare. Prima di entrare in un locale cerca di capire se ci tengono alla pulizia o la trascurano. Guarda le pareti, i tavoli e se possibile la zona della cucina. Piccoli dettagli ti mostreranno subito se il posto vale la pena. E non dimenticarti di guardare i piatti di chi è arrivato prima di te…

Ultimo piccolo suggerimento. Sicuramente quando finirai (dopo aver chiesto ‘la cuenta, porfavor’) altri staranno ancora mangiando. E’ buona abitudine, uscendo dire ‘provecho’ (cioè ‘buon appetito’). Non mi chiedete perché si dice dopo ma funziona così e farete la figura di chi conosce le abitudini locali…

Io ancora di Messico ne ho da viaggiare ma se vuoi sapere dove mangiare a Querétaro puoi dare un’occhiata ad un articolo che parla di dove mangiare bene a meno di 4 euri e dove poter bere un buon espresso.

¡Provecho!

 

Querétaro: dove mangiare bene con 4 euri.

Querétaro: dove mangiare bene con 4 euri.

food

‘Mangia, paga poco, e te ne vai contento’

Querétaro: dove mangiare bene con 4 euri.

Se ti trovi a Querétaro e comincia a venirti un certo languorino, non hai proprio niente di che preoccuparti. Devi solo decidere cosa vorresti mangiare e quanto vuoi spendere. Sicuramente grazie a questa guida troverai il locale giusto per mangiare bene e spendere poco.

In questo post ti parlerò solamente di ‘comedores’, o trattorie, chiamamoli anche piccoli ristorantini, dove con pochi euro puoi mangiare bene; ma sopratutto, e qui prevengo ogni tuo dubbio, dove io ci sono già stato e magari ritornato. (e se hai sentito parlare della vendetta di Montezuma…Stai tranquillo che ti porto a mangiare solo in posti puliti. Se non sai cos’è la “vendetta di Montezuma” c’è un articolo del La Stampa che ne parlava; leggilo dopo la pausa pranzo..;-).

Cominciamo intanto col dire che quando si parla di pranzo (comida) ci si riferisce ai piatti serviti dopo le ore 13. Tutto ciò che troverete prima, probabilmente si riferisce alla colazione (desayuno o almuerzo). Ovviamente il desayuno non è il nostro cappuccino e cornetto ma solitamente uova in varia maniera, tacos…Chilaquiles…Parlerò di tutto questo in un altro articolo tra qualche giorno.

Quando ti parlo di ‘comida’ mi riferisco a bistecche, milanesi, insalate, zuppe calde, pasta e ovviamente le immancabili salse verdi e rosse (attenzione).

Di solito si inizia con un caldo o una sopa (un brodo o una zuppa) che serve per stimolare l’appetito ed essendo sempre bella calda te le consiglio, anche in climi con temperature piuttosto alte.

Si passa poi al piatto forte, di solito a base di carne di pollo, manzo o maiale accompagnata da riso, insalata, patate, fagioli, ecc.

Da bere ti offriranno sempre ‘agua de sabor’ cioè acqua e succo di frutta varie. In questo caso ti consiglio sempre di chiedere ‘agua en botella’ o un ‘refresco’, cioè una bibita in lattina o bottiglia; è abitudine che insieme alle lattine provvedano anche ‘el popote’ cioè la cannuccia. Tuttavia recenti calcoli additano le cannucce di plastica come le peggiori responsabili dell’inquinamento visto i milioni che se ne usano. Quindi, se posso darti un suggerimento, proprio nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente, cerca di non usare cannucce ma semplicemente pulire bene la bottiglia. …Ce ne sono di milioni di quintali sparse per tutto il Messico. Una mano all’ambiente non guasta mai, vero???

Ma passiamo al dunque…

Dove mangiare bene e spendere poco

Vi voglio proporre in questo articolo, dei piccoli ristorantini a conduzione familiare, proprio perché a parer mio fare turismo sostenibile significa anche lasciar perdere le grandi catene del food e cercare le piccole realtà. Ebbene proprio nei piccoli ristorantini potrete scoprire la cultura del Messico, le persone, con tutta la loro vita alle spalle, i loro sguardi e i lori sacrifici.

Io spesso quando mi trovo al centro della città di Santiago di Queretaro, vado a passare la lieta ora del pranzo al Ristorante “La Cocina de Doña Ximena”, dove con meno di 5 euri mangi bene e sano. La trovate in Calle Ezequiel Montes 76 B Nte. angolo con Morelos; dalle 13 in poi è tutto pronto; se arrivate un po’ prima magari ha ancora i fornelli accesi ma saprà comunque accontentarvi anche perché voi siete gente molto adattabile :-). La Cocina de Doña Ximena vi propone menù di 48 pesos con tutto incluso. Non male quindi sopratutto perché il ristorante è pulito e il cibo ben preparato.

Se vi piace la gastronomia tipica sempre sotto i 5 Euri, e che sia sana e buona eccovi serviti: ¡¡¡Tamales!!! Potrete degustare questo piatto a base di farina di mais in una delle migliori tamalerie (forse sto coniando un nuovo termine) di Querétaro. Si chiama Tamales y Atoles Arteaga“. Se volete il top, andate sul sicuro e chiedete uno delle due varietà di tamales oaxaqueños, quello di mole con pollo e quello di pollo in salsa verde. Non sono piccanti, almeno se vi piace il piccante. Se invece col peperoncino ci avete litigato da piccoli allora chiedete consiglio alla signora prima di ordinare. La peculiarità dei tamales della zona di Oaxaca, (Stato del sud del Messico), è di essere cotti a bagnomaria o a vapore dopo essere stati avvolti in foglie di banano; solo scartocciandoli potrete sentire il profumo della clorofilla che dà un sapore tipico a queste squisitezze. Se poi volete esagerare o la fame vi sta divorando, chiedete una torta de tamal, vale a dire un panino con un tamal di farcitura…La goduria è garantita e capirete perché milioni di messicani ogni giorno, già da colazione, si nutrono con pane ripieno di polenta…(In verità polenta non è ma è quello che potrebbe pensare un italiano. come te…E come me prima di mangiarli.)

Anche in Calle Independencia, puro centro, troverai due interessanti proposto proprio una affianco all’altra. La prima è ‘La sazon de mi vieja’. 50 pesos per il menù fisso, ottima cucina ‘casera’ (casereccia) e locale pulito. Ma la cosa più tipica di questo locale è che proprio all’entrata, una simpatica vecchietta a cui non piace che gli si scattino delle fotografie, sforna tortillas di mais azzurro a manetta.

Tortillas di mais azzurro fatte a mano

Hanno un sapore eccezionale e ve le servano caldissime per accompagnare il tuo pranzetto. Anche il personale è cordiale e amichevole. Visto che ci vengono molte persone locali e un po’ meno turisti ve lo raccomando proprio per l’autenticità del luogo e la buona cucina. (io ho mangiato due volte il filetto di pesce; ho pagato doppio ma mi sono tolto lo sfizio)

Il ristorantino a fianco, Calle Independencia num. 40, si chiama ‘Parilla Dannyi’s; non hanno facebook, pagina internet…Ma devi  provare assolutamente la loro cucina. per identificarlo puoi usare anche questa fotografia…

Parilla Danni’S

Ma a Querétaro stanno nascendo anche ristorantini dai sapori d’oltre oceano. Per esempio Kasbah Maroccan Food propone colazioni marocchine a 95 pesos messicani, che comprendono il famosissimo tè marocchino alla menta, datteri, uova secondo la tradizione, pane, mandorle, miele e tacchino, succhi e caffè come bevanda. direi che per 4 euro e poco più ci può stare per un breve viaggio intercontinentale. La musica e l’ambiente vi trasporteranno in un altro mondo.

Immagino che dopo un pranzetto saporito, per un italiano, ma magari anche per altri visitatori, un caffè sia gradito. Personalmente sono sempre e continuamente in cerca di localini e bar dove trovare un buon espresso. Ne ho conosciuto uno in centro (ne parlo anche qui) che offre un ottimo ambiente, un buon espresso e un fantastico shakerato freddo alla siciliana. Si chiama Lemon Tree e lo trovi in un piccolo vicoletto  molto centrale. Se ti va un buon dolcetto prova il pay locale fatto in casa. Ora riposati un attimo e chiacchiera con gli amabili gestori.

Caffè Lemon Tree – Querétaro

Come vedete in Messico non si muore mai di fame di fame in Messico non si muore…Semmai di gola, quello si…

 

Caffè espresso: Paese che vai…Espresso che trovi

Caffè espresso: Paese che vai…Espresso che trovi

Dove trovare un buon caffè espresso a Querétaro

In molte città del Messico potrai trovare dei bar che offrono un ottimo caffè espresso all’italiana, di solito su richiesta. Ma se vuoi chiedere ai residenti dove bere un buon caffè in città ti consiglio di domandare per una cafeteria’, piuttosto che per un ‘bar’, che è tutto un altro genere di locale. Ovviamente dovrai sempre specificare che non desideri un caffè americano e sarà ancora meglio se, tazzina o bicchiere alla mano, gli indichi la quantità di caffè che vorresti bere. Mi raccomando, i modi gentili con cui lo fai ti farà guadagnare tanti punti e i Messicani saranno ben felici di vedere un bel sorriso illuminare il tuo bel faccino soddisfatto.

Per conoscere dove poter bere un buon caffè italiano a Querétaro, quindi, sei proprio nel posto giusto; leggi questo articolo sovente dove ti aggiornerò costantemente sulle mie scoperte giornaliere. Perché si sa che un caffè al giorno…

Anche se la mia esplorazione della città è ancora in corso comincerò ad elencarti dove trovare delle buone caffetterie per passare un po’ di tempo a leggere il giornale, o semplicemente per far scorrere l’orologio osservando la gente e i colori del Messico.

Pronti? Ecco allora un primo elenco di base.

Caffetterie a Santiago de Querétaro

Viaggio in Messico

Fontana di Nettuno – Calle Madero

  1. Café Mané, conta con due caffetterie in città in zone molto centriche e molto belle. Troverete il primo caffè passeggiando lungo Calle Francisco Madero; chiedete (o cercate) la “Fuente de Neptuno” e sarai arrivato. A me personalmente piace sedermi nei tavolini che danno proprio davanti alla fontana e scattare foto ai passanti e turisti che a loro volta i fanno i selfie con alle spalle il Tempio di S. Clara. Wi-Fi gratuito. L’altro bar (nel senso italiano del termine) lo trovi non poco distante, sempre in pieno centro storico, in piazza Mariano de las Casas, sotto i portici. Incluso nel prezzo la vista sulla chiesa di Santa Rosa di Viterbo
  2. The Italian Coffe Company, ce ne sono diverse sparse per la città. Ricordati di dirgli che sei italiano e di indicare il livello nella tazzina. Non ti far ingannare dal nome; il fatto si chiami “italian Coffe” non è garanzia di vero espresso italiano e poi ho notato che dipende anche molto da chi c’è di turno.
  3. “Lemon Tree”, localino molto piccolo ma dal cuore grande, stile Vintage. Proprio ubicato nei vicoli del centro storico della città, quasi come un rifugio dalla più rumorosa calle Ezequiel Montes.  A conduzione rigorosamente familiare, i tre ideatori e fondatori ti aspettano per offrirti uno schiumosissimo caffè shakerato all’italiana, con tanto di ghiaccio e un pizzico di zucchero di canna (mascabado). E’ il posto migliore se cercate un po’ di tranquillità, magari leggendo un libro sul soppalco del locale e osservando oziosamente dall’alto il viavai dei clienti. Wi-Fi, carica cellulare e buona musica accompagnano il tutto.

Caffè dal Messico, in grani

Ma sei sei un po’ più esigente, come me, magari vorresti trovare una buona miscela in grani proprio di caffè Messicano, proveniente da Veracruz e appena torrefatto. Eccoti servito:

Cházaro, ci potrai trovare caffè appena tostato di diverse varietà e te lo possono macinare a secondo delle tue preferenze. 30 anni d’esperienza e appena arrivi in zona…Fatti guidare dal fiuto.

Diciamo che per il momento, anche se la lista non è completa, non rischierai di rimanere a bocca asciutta; se cerchi una buona caffetteria per prendere da solo o in compagnia un buon caffè a Querétaro, beh, l’hai trovata. Solo pochi giorni e ne inserirò delle altre.

Buon caffè a tutti!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Puglia e Salento: toccata e fuga in auto ma… Che posti (e che cucina)!!!

Che bella la Puglia!

Proprio così, solo due giorni ma ricchi di sostanza.

Per lavoro mi sono recato varie volte a Candela, in provincia di Foggia e ho così scoperto che la Puglia è una regione meravigliosa, come immaginavo. In verità sono stato in Puglia per la prima volta nel 2012, a Peschici, visitando poi anche Vieste ma sicuramente quest’ultimo viaggio nel Salento e d’intorni è stato memorabile.

Candela (FG)

Candela by night

Sicuramente ci vuole molto più tempo a disposizione per scoprire una regione così bella come la Puglia ma il mio obiettivo in questo articolo è solo quello di dare alcuni punti di riferimento per chi come te vuole raggiungere e visitare questa meravigliosa terra. E allora…Pronto?

Intanto immagina che un certo languorino ti raggiunga mentre viaggi comodamente sulla tua auto (accompagnati dal rumore del cuscinetto posteriore sinistro che comincia a patentare i primi segni di stanchezza da viaggio)…Fame! Spero per te che questa sensazione ti colga di sorpresa appena oltrepassata Foggia. Se viaggi sulla Bologna-Taranto (A14 per i più precisi) ti consiglio di concederti una deviazione e raggiungere Rocchetta S. Antonio, un piccolo borgo di poco meno di 2000 abitanti. Rocchetta S. Antonio dista una cinquantina di chilometri da Foggia e da Barletta passando da Candela. (uscita Candela sulla A16) Sulla bellezza del paesino e la sua storia magari ne parliamo un’altra volta vista la fame, quindi io direi…Cerca L’antica Osteria che si trova sulla via principale. Per ubicarti puoi usare il vecchio metodo che consisteva in abbassare il finestrino e chiedere al primo passante disponibile se conosce il posto, (lo spiego per i giovani nati sotto il segno del tom tom) oppure digitare direttamente Via Giuseppe Piccolo 7. Qua sarai coccolato da una cucina casereccia a base di verdure sott’olio fatte in casa, pasta fatta in casa, pane fatto in casa…Ragazzi, qui è tutto fatto in casa. Impressionante. Alessandro, inoltre, da buon maestro istruttore pizzaiolo, ti saprà far sognare con la sua pizza. Provare per credere. Ti assicuro che, semmai riuscirai ad alzarti dal tavolo, avrai sicuramente necessità di fare due passi all’aperto, ottima scusa per visitare Rocchetta e almeno scattarsi un selfie con alle spalle il Castello D’Aquino (terminato nel 1507).

Castello D'aquino, Rocchetta S. Antonio (FG)

Castello D’aquino, 1507 – Rocchetta S. Antonio (FG)

Dove pernottare a Rocchetta S. Antonio

A Rocchetta troverai diversi b&b. Io personalmente mi sono trovato molto bene al Giulimà. Ambiente molto moderno ed accogliente, completa disponibilità del personale (Patrizia che si occupa di tutto), camere pulite e dolcettini fatti in casa per la prima colazione…

A questo punto direi che dopo esservi rifocillati a dovere, il mare e le magnifiche spiagge del Salento vi aspettano.

Da dove cominciare? Beh c’è solo l’imbarazzo della scelta. In zona Lecce, esattamente pernottando a Cavallino (altro bellissimo centro da visitare) potresti passare alcune ore a Torre dell’Orso. Qua potrai trovare spiagge attrezzatissime con bar e chioschi oltre che poter scegliere tra spiaggia sabbiosa o scogliera. In entrambi i casi, l’acqua caldissima di luglio e agosto e il fondale pulitissimo e trasparente ti faranno innamorare subito di questo posticino.

Cavallino (LE)

Piazza Sigismondo Castromediano, Cavallino (LE)

Ho ancora un solo giorno a mia disposizione e la mia passione fotografica ci porta all’estrema punta sud della Regione: Punta Ristola.

Da Lecce, Punta Ristola si può raggiungere in tre modi: percorrendo una delle due litoranee. A ovest, puoi raggiungere Gallipoli sulla ss101 per poi prendere la litoranea e goderti tutta la costa intervallata da spiagge e scogliere. A questo punto vale la pena fare una sosta di un paio d’ore a Pescoluse, una frazione di Torre Vado. Arrivando appunto da Gallipoli, prima di entrare nella zona più trafficata di Pescoluse, troverete il Lido 77 sulla destra e a pochi metri più avanti, a sinistra un parcheggio custodito e ben organizzato che con solo 3 euro ti permette di parcheggiare la macchina per tutto il giorno. Ti chiederai perché proprio Pescoluse? La chiamano “le Maldive del Salento” e sinceramente io volevo capire se è realmente così. Il posto rispecchia esattamente questo appellativo: spiagge di sabbia chiara e acqua cristallina richiamano veramente i paesaggi esotici. Il bello del Lido 77 è che troverai una grande spiaggia libera ma con chioschetto a pochi metri (con tanto di docce) e la possibilità comunque di noleggiare per pochi euro ombrellone e sdraio.

Pescoluse (LE)

Pescoluse, Le Maldive del Salento – Torre Vado (LE)

Una seconda possibilità per raggiungere Punta Ristola da Lecce consiste nel raggiungere Torre Dell’orso e poi da lì percorrere tutta la litoranea, passando da Otranto (che mi dicono essere meravigliosa e dove si può mangiare ottimo pesce fresco…Sarà per il prossimo viaggio) Ovviamente queste due prime opzioni per raggiungere Santa Maria di Leuca e quindi Punta Ristola sono un po’ più lunghe, soprattutto se viaggi dopo le 9 della mattina e nei mesi di luglio e agosto.

Quindi per raggiungere l’estrema punta sud della Puglia potresti prendere in considerazione anche questa terza opzione: Da Lecce, ss16 fino a Maglie e poi ss275 fino a Santa Maria di Leuca. Raggiungerai la tua destinazione in una quarantina di minuti.

Ed eccoci qua, dopo aver viaggiato per il Salento in lungo ed in largo tra olivi secolari (purtroppo tristemente colpiti da Xilella) e coste meravigliose, approdiamo a Santa Maria di Leuca. Mancano un paio d’ore prima del tramonto quindi prima di cercare Punta Ristola per scattare foto del momento più bello della giornata raggiungo un’altra punta della Puglia, Punta Meliso che divide il mar Adriatico dal Mar Ionio ed è indicata su tutte le mappe nautiche.

A Punta Meliso scatto foto del faro della Marina che dal 1886, dai suoi 40 metri di altezza, emette i suoi segnali visibili anche fino a 40 chilometri. Purtroppo durante la mia breve visita, le Cascate monumentali che ricordano il punto terminale dell’acquedotto pugliese erano spente ma con un po’ di fortuna te le potrete trovare attive ed illuminate.

Faro di Punta Meliso (LE)

Il faro di Punta Meliso – Santa Maria di Leuca (LE)

Nel frattempo si sono fatte le 19 quindi prendo la mia macchine fotografica ed il mio treppiede e raggiungo Punta Ristola. L’intenzione è fotografare sia Punta Meliso illuminata dalla calda luce del tramonto e anche gli ultimi istanti di luce del sole che cala sul mare.

Mi preparo emozionalmente ad uno degli spettacoli più belli della natura: il tramonto sul mare. Di questa esperienza vi lascio le immagini scattate che valgono più di mille parole.

Tramonto da Punta Ristola

Tramonto da Punta Ristola – S. Maria di Leuca (LE)

Gastronomia

Nel mio viaggio nel Salento scopro un piatto tipico buonissimo ed economico che mi salva la vita almeno in due occasioni. Si tratta della Puccia.

La puccia è un piatto tipico della gastronomia leccese: consiste un panino fatto con pasta di pizza e riempito con tutto quello che di buono può offrire la tradizione gastronomica pugliese nel pieno rispetto del fatto in casa. Dai lampascioni alle verdure grigliate, dai funghi e melanzane sott’olio ai pomodorini e mozzarella, passando dai pomodori secchi e molto di più. La particolarità del piatto è che ognuno può comporsi il suo panino a secondo delle sue voglie e preferenze.

Dove mangiare un’ottima puccia.

A Lecce troverete diverse puccerie. La mia prima esperienza, che come il primo amore, non si scorda mai, l’ho fatta in un locale che si chiama “La Puccia” (Via G. Leopardi, 36 Lecce – e ancora non mi pagano per fargli pubblicità). Il Locale è grande e spazioso e molto movimentato da giovani e famiglie. I due banconi di preparazione ti attendono con un’infinità di squisitezze pronte a farcire il vostro panino.

Puccia

Puccia del locale tipico “La Puccia”, Lecce

Ritrovo la Puccia a Santa Maria di Leuca, questa volta al “Molo 29”, (Via Sandro Pertini, 5 Santa Maria di Leuca – Castrignano del Capo – anche loro non mi pagano per questa pubblicità ma la puccia è veramente buona). Anche qui puoi goderti un’ottima puccia preparata con pasta madre nel pieno rispetto della tradizione pugliese, cioè, come mi spiega il proprietario, scegliere la vostra composizione favorita.

Molo 29

Pucceria “Molo 29”, Santa Maria di Leuca

Qui, a Santa Maria di Leuca, finisce la prima parte del mio viaggio (la seconda parte prevede percorrere i 1219 chilometri che mi separano da casa…). Che dire: ho scoperto la Puglia un po’ tardi con il suo mare limpido e scogliere mozzafiato, per non parlare del cibo di questa terra ospitale, ma ne è valsa sicuramente l’avventura.

P.S. Dalla Puglia non è possibile tornare a mani vuote; olio, taralli, scaldatelli e dolcetti vari fanno parte del bottino di fine vacanze (tanto la prova costume l’avete già fatta). A Candela (FG) chiedete in paese del forno di Pasquale…Proverete degli scaldatelli integrali emozionanti…E molto altro ancora.

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